Portinai, baristi, fioristi, magazzinieri. E ancora giornalai, calzolai, tatuatoti, kebabbari. La Milano artigiana e operaia che è l’ossatura di questa città fa meno notizia ma ne custodisce ancora la storia: da piazza Fontana agli anni di Piombo, dalla Milano da bere a Mani Pulite, un centinaio di milanesi per nascita o per necessità raccontano e si raccontano. Ed emerge prepotente un volto della città che cambia colore, nazione, etnia grazie ai fenomeni migratori.
I portinai
- Allan Rubio da Chiesa Rossa, “Rubio come lo chef”
- Mariella Morale, custodire Chinatown
- Remo, quando l’Isola era il regno dei viados
- Giampaolo, dalla casa d’aste al condominio
- Un Angelo custode alla Camera del Lavoro
- Due cuori e un gabbiotto
- Sergio e il miracolo di Hare Krishna
- Samantha Silva: non datemi del lei, per favore
- I tre portinai della Torre al Parco
- Romolo custodisce Romolo
- Antonio e Giuseppe, due custodi per un Quadrilatero
- Paola Alvich, portinaia in sostituzione
- Eugenia Magno, c’era una volta la Darsena
- Riccardo Ghessa e l’odore del mare che non c’è
- Francisco che custodiva le lettere della Ministra
- Antonio, il bello e il brutto di vivere in Darsena
- Soledad, il confessionale di via Washington 1
- Ashish, il custode che non dorme mai
- Alessandro, un custode tra quattro cariatidi
- Quartiere Niguarda, affrontare il degrado coi guanti
- Giovanni, Filippo e il giardino della quiete
- Ramauvad, il portavoce di via Cesariano
- Roberto Bigoni, quella volta che vidi Belen a San Babila
- Fernando Janaka, quando Romiti entrava e usciva da via Nirone 2
- Shantha, il campione di cricket di via Lovanio
- Giorgio Rapone, non ci sono più i custodi di una volta
- Mario Frigerio, il portiere dalle sette vite
I baristi
- La Affori familiare del bar di Paolo
- Francesco, un barista per amico
- Tra polizze, cappuccini e piante grasse
- Mary e la sua passione per Chocolat
- Quando la Bertè infuocava le notti del Doria
- Moda e caffè nel quadrilatero di Milano
- Francesco da Buccinasco, professione disoccupato
- Bar Bianco: Kevin e l’arte della discrezione
- Eravamo due amici al bar Conservatorio
- Bar Family, dal Perù a via Formaggini
- Bar con “vista” cantieri M4
- Salvo, da Palermo alla Corvetto multietnica
- Rab, il “bar-non bar”: caffé letterario-sociale
- Caffé Cucchi: uvetta, canditi e ricordi di guerra
- Un bar per due generazioni
- La storia di Caio, da San Paolo a Milano
- I fratelli della “puccia”: un pezzo di Puglia a Milano
- La storia al bar, con i reduci di guerra
- Nessuno tocchi il bar Varisco, la certezza di via Padova
- Michelle, la barista-mecenate de “le Trottoir”
- Jonathan in Barona, barista tra le mura amiche
- Un selfie con vip per Paolino, dai chioschi di strada al Taypi
- Dalla Cina a Gratosoglio, il sogno di Valentina
- Luigi Boccardo, dal data management alla ristorazione
- Una pasticceria a Niguarda, tra trombe d’aria e alberi sottosopra
I fiorai
- Dida, il fioraio con la testa tra i monsoni
- Roman, il fioraio gentiluomo
- Mother’s flower
- Uddin, fiori e nostalgia
- Micaela Giglio, un nome un destino
- Saman, dallo Sri Lanka ai bouquet di piazza Missori
- Nel nome della rosa
- Nuccia, la fiorista di Michelle Obama
- Claudio, una storia di famiglia a piazzale Baracca
- Dall’ospedale ai fiori, sempre con gentilezza
- Fiorista per un’ora, la storia del bengalese Houssein
- I fratelli Bapary e una licenza che vale una vita
- Enzo, il fioraio di famiglia al Mercato di piazza Wagner
- Alin e il caporalato dei fiori
- Il collezionista di storie (e di fiori)
- Roberto, profumo di zagara angolo Buenos Aires
- Giovanni e l’eredità della bisnonna
- Omar, se son rose fioriranno
- Francesco, il temporary-seller di piazza Duomo
I ciabattini
- Matteo, il calzolaio “diamond”
- Coniugi Minerva, i calzolai storici di Bande Nere
- Filippo, l’highlander della scarpa
- Dall’Argentina all’Italia, il calzolaio Costanzo
- Ciabattino? Non è un lavoro solo per vecchi
- L’artigianato è un affare di famiglia
- Alvisi Milano, calzolai per tradizione
- Nicola, calzolaio per pensione e per passione
- Angelo, il mestiere ha l’oro in mano
- Antonio Di Vito, collezionare banconote in bottega
- Due ciabattini, l’un contro l’altro armati
- Da 36 anni, circondato dalle scarpe
- Anna, e la sfida di essere donna
- Federico, io sono calzolaio, dunque esisto
- L’incrollabile Gestalt della famiglia Vitolo
- Lorenzo, che quel giorno c’era, a piazzale Loreto
- Padre e figlio, benedetti da san Crispino
- Gianpaolo, non ci sono più i materiali di una volta
I kebabbari
- Il kebab milanese è a chilometro zero
- Peter, dall’Egitto a Sant’Ambrogio
- Nun, quando il kebab diventa gourmet
- Shadi, il kebbabaro di Aldo, Giovanni e Giacomo
- Mohamed e la nostalgia di patria
- Emre, un pezzo di Turchia in Porta Romana
- Da Bagheria, un kebab con furore
- Kebab, un affare di famiglia
I tatuatori
- Tattoo shop, il boss del tatuaggio
- Roots, le vie del tattoo sono infinite
- AleLove, da architetto a tatuatrice
- Sonia Giottoli, tatuare a Samoa con il dente di facocero
- Big Jack, il tatuaggio non è una moda
- Nero Ink, se il tattoo è una fetta di bacon
- Tyler, Bea e Samuele, quando il tattoo incontra l’arte
- Con Diego, il tatuaggio horror si fa arte
- Katia e l’officina del tattoo
- Carlotta, la vocazione per un mestiere indelebile
- The Backyard tattoo, nessuna pietà per chi copia
- Quetzal, il tattoo tra sacro e profano
- Franco e Paolo, sailors navigati nel mare del tattoo