Portinai, baristi, fioristi, magazzinieri. E ancora giornalai, calzolai, tatuatoti, kebabbari. La Milano artigiana e operaia che è l’ossatura di questa città fa meno notizia ma ne custodisce ancora la storia: da piazza Fontana agli anni di Piombo, dalla Milano da bere a Mani Pulite, un centinaio di milanesi per nascita o per necessità raccontano e si raccontano. Ed emerge prepotente un volto della città che cambia colore, nazione, etnia grazie ai fenomeni migratori.

I portinai

I baristi

I fiorai

I ciabattini

 I kebabbari

I tatuatori