Romolo Guina, 57 anni, svolge da 11 la professione di portiere, a cinque minuti a piedi dalla fermata della metropolitana che porta il suo nome. Vive e lavora nel condominio di viale Cassala 45, un edificio composto da due scale di 30 appartamenti l’una. Romolo è però nato e vissuto nelle Filippine fino al 1993, a Manila, quando poi ha deciso di lasciare la sua terra natia: «In realtà la mia idea era trasferirmi in Australia, poi il destino mi ha portato in Italia». Una vita che però ha deciso di cambiare nuovamente quando ha accettato l’offerta come portiere: stava vivendo con moglie e figlia in zona Brenta e lavorando a Pandino, in provincia di Cremona. A 46 anni non è semplice mettersi ancora in gioco, ma la vita da pendolare era molto dura e la chance di alloggiare sul posto di lavoro, tagliando le ore di viaggio, era troppo ghiotta.

Un’avventura che per Romolo è cominciata senza mentore: nessuno gli ha insegnato cosa c’è da fare in portineria e come svolgere le mansioni. «Il primo giorno mi sono trovato un’impressionante pila di lettere da dividere nelle 60 caselle postali: ho cominciato con qualche difficoltà, poi di giorno in giorno ho imparato a muovermi». Efficiente e discreto, Romolo è un uomo dalle poche parole, di quelli che non si pongono la domanda se una professione sia faticosa o meno: è lavoro e va fatto. «Visto il numero di condomini, la parte più provante fisicamente è sicuramente la gestione dei rifiuti – ammette Romolo –, ma anche i pacchi di Amazon il sabato successivo al “black friday” sono stati impegnativi, visto lo sciopero del giorno precedente».

Lui si deve occupare di tutti e otto i piani di ogni scala, e traspare dal suo sguardo quanto sia orgoglioso del suo lavoro, anche quando gli sfugge un commento amareggiato: in passato qualche predecessore ha utilizzato male la cera per pavimenti, e ora ci sono degli aloni – leggerissimi – che lui non riesce ad eliminare. Un ruolo nel condominio che Romolo difende anche in assemblea quando capita evidenziare i confini delle sue mansioni: «In alcuni casi devo ricordare ad alcuni condomini che non sono io a prendere le decisioni, ma posso fare solo ciò che mi dice l’amministratore».

Molti complessi residenziali della zona stanno rinunciando alla figura della portineria, forse per tagliare i costi, ma Romolo non sembra preoccupato: «Qualche signora mi ha già rassicurato dicendo che io sono fondamentale qua, sono sereno». Sereno, come chi sa che ora, la vita, non ha più intenzione di cambiarla.