Esistono famiglie indissolubili. Non importa in quale soluzione, o problema, vengano immerse. Rimarranno sempre unite. La famiglia Vitolo è una di queste. Il Calzolaio si trova in via Canonica «ormai da 15 anni», racconta orgoglioso il fondatore, papà Salvatore, che da 30 anni ripara e vende calzature. «Ho iniziato a lavorare in questo settore per caso» afferma sorridendo.

Prima faceva la guardia giurata, guadagnava bene e, nonostante la fatica dei turni di notte, era soddisfatto. Poi, a 25 anni, scopre di avere un talento per l’attività artigianale e se ne innamora. Negli anni di apprendistato, trascorsi in un centro commerciale, risparmia abbastanza da riuscire ad aprire un piccolo negozio di calzature di 18 mq in via Rosmini. Poi si trasferisce in Piazza Gramsci, ma l’affitto raddoppia nel giro di poco tempo ed è costretto a spostarsi di nuovo nel quartiere cinese, in via Paolo Sarpi. Proprio quando la situazione sembra finalmente essersi stabilizzata, ecco un’altra sorpresa. Paolo Sarpi chiude al traffico per un anno, i commercianti della zona accusano il colpo. Salvatore e la sua famiglia hanno sapientemente messo da parte dei risparmi e li investono in un negozio in via Canonica, la sede attuale. Ma le brutte notizie non finiscono qui. Il fondatore contrae «una brutta malattia» di cui non specifica la natura, ma lo debilita a tal punto da impedirgli di andare a lavorare. L’attività, però, deve continuare.

A quel punto i figli, Paolo e Andrea, che fino ad allora avevano coltivato altre passioni, lo sostituiscono. E incredibilmente, di quella professione da cui il padre li aveva tenuti lontani, si innamorano perdutamente. Salvatore, sua moglie e i due figli lavorano insieme, come un unico corpo, animati dall’amore per il proprio mestiere e per la propria famiglia. Gli psicologi della Gestalt sostengono che “l’insieme sia più della somma delle sue parti”. La famiglia Vitolo ne è un fulgido esempio.