Vietato credere a chi dice che il mestiere del calzolaio stia tramontando. Per ricredersi basta far un salto alla calzoleria Arena, in via Bergamo, zona porta Romana. «Sta tornando di moda il lavoro del ciabattino. Non è un lavoro solo per vecchi», dice il proprietario che da oltre 35 anni ripara scarpe di ogni genere. «Sono appassionato del mio mestiere. Ora i più giovani si stanno avvicinando alle botteghe, è una professione che resiste sul mercato». Questo è un sogno che si avvera: «Da nove anni ho una bottega tutta mia, dopo aver lavorato per un’azienda che fabbricava scarpe ortopediche su misura», ha concluso il proprietario. La sua bottega può dirsi a passo con i tempi. A prova del fatto che questo lavoro resiste sul mercato milanese solo se è in grado di evolversi, la calzoleria Arena ha un sito internet con tanto di numero di telefono a cui si possono inviare foto di scarpe che necessitano una riparazione. In soli pochi minuti, il messaggio di risposta riporta preventivo e descrizione della riparazione necessaria.

Basta spostarsi qualche vi più in là per trovare un’altra calzoleria. Quella di Carmelo in viale Carlo Troya, simbolo di un artigianato che dura da ben 45 anni. «Da piccolo mia padre mi ha messo davanti a una scelta: o lavorare nei campi con lui o andare in bottega ad imparare un mestiere. Scelsi di fare il calzolaio. Da allora non ho mai smesso», confessa Carmelo. Anche per il ciabattino di questo quartiere il segreto per un buon lavoro è molta passione, un manualità d’oro e tanta gentilezza con il cliente. Tuttavia, Carmelo ha un rammarico: «Quando ho iniziato, la mia professione era molto più gratificante. Si lavorava solo con il cuoio. Ora le scarpe sono fatte soprattutto di plastica e gomma. I tempi e i materiali cambiano, ma noi ciabattini resistiamo».