Paola Alvich, originaria della Sicilia e residente a San Giuliano, ha 52 anni e fa la portinaia a Milano da un anno e mezzo, ovvero, da quando ha perso il suo lavoro in una pubblica amministrazione dopo tantissimi anni di servizio. Si è ritrovata a fare il lavoro di portinaia  per necessità. Sebbene, grazie alla sua professionalità e alla sua dedizione al lavoro, sia spesso chiamata per delle sostituzioni, non ha ancora trovato un lavoro stabile. Ha inviato domande di assunzioni a vari amministratori e imprese di pulizia, ma senza risultati e, nonostante abbia frequentato anche dei corsi per tenersi aggiornata con il mondo del lavoro, non è bastato “a causa dell’età, delle nuove tecnologie e dei giovani sicuramente più competitivi nel mercato del lavoro”.

Nonostante ciò Paola ha imparato poco per volta ad apprezzare il suo nuovo mestiere, scoprendo anche un aspetto che la fa sentire molto più di una semplice portinaia. L’assistenza alle persone anziane per lei rientra tra le attività più piacevoli del suo lavoro, sentendosi “soddisfatta di poter essere d’aiuto anche nelle cose più semplici: scendere le scale, portare la spesa…”. Questa peculiarità è quello che può fare davvero la differenza. “A svolgere le mansioni di portineria, prendere la posta, svolgere la pulizia quotidiana, possono farlo in molti, ma nel proprio lavoro è necessario mettere un po’ di impegno in più che significa anche rendere di più”.

Attualmente Paola lavora come sostituta in un condominio sito nei pressi del Politecnico di Milano, in piazza Leonardo da Vinci, dove aveva già lavorato nel mese di luglio. Si trova molto bene e a proprio agio, ma non mancano comunque i disagi, legati all’assenza di un bagno a sua disposizione che la costringe puntualmente a rivolgersi al bar accanto. Tra le cose che più apprezza nel lavorare in un condominio vicino al Politecnico, è il fatto di trovarsi in un quartiere pieno di giovani e di poter osservare i loro volti pieni di speranze e aspettative per il futuro. Nelle sue continue sostituzioni, Paola ha avuto modo di conoscere diverse realtà condominiali e diverse persone e, se in alcuni casi si è imbattuta in persone rispettose del lavoro altrui, non sempre è stato così. Questo comunque non l’ha demoralizzata anzi, ha continuato a lavorare allo stesso modo trovando la forza nelle persone che l’apprezzano; ed è proprio a queste persone che lei si sente grata, per la soddisfazione costante che le regalano riconoscendo l’impegno e l’amore che mette nel svolgere il suo lavoro.