Alla domanda sul nome del suo chiosco di fiori, Azim risponde che non ce l’ha, poi ci pensa e ne inventa uno lì per lì: Mother’s Flower. Azim lavora da 5 anni come fioraio. Prima non aveva un lavoro fisso poi, come molti suoi connazionali del Bangladesh, ha deciso di lavorare in questo settore: “ A noi piace lavorare con i fiori, siamo abituati nel nostro Paese a vivere in campagna E coltivare piante e fiori”.

Azim ama molto quello che fa, ed è riuscito ad instaurare un bel rapporto con i suoi clienti fissi che sono in maggioranza anziani. Passa tutta la giornata accanto al suo chiosco tra piazzale Libia e via Cadore dalle 8 alle 22, ma per lui non è pesante lo fa con molta passione Spera che un giorno anche suo figlio possa seguire le sue orme, magari con un gazebo più grande in metallo. Ormai sono quasi esclusivamente stranieri a fare questo mestiere, perché, secondo Azim, è troppo faticoso per gli italiani: bisogna stare tutto il giorno all’aperto, con il freddo, la pioggia o il caldo estivo milanese. Azim sceglie personalmente i suoi fiori, non li vuole avere uguali agli altri fiorai vicini. Per Natale ha deciso di vendere anche piccoli abeti e stelle di Natale, ma al momento non stanno avendo un gran successo.

Azim sta pensando anche a come migliorare il suo business: vorrebbe aprire una pagine facebook o inserire il suo esercizio sulle mappe di Google. In questo modo potrebbe attirare anche altri clienti, non solo chi passa da lì tutti i giorni. Al momento non ha ancora un Pc, quindi cerca qualcuno che lo possa aiutare.