Passeggiando per via Felice Casati, angolo via Lecco, l’occhio cade immediatamente sul Mint Garden Café, un ibrido tra un bistrôt parigino e il giardino segreto del romanzo di Frances Burnett. Circondato da tulipani coloratissimi, piante grasse e rampicanti, il barista accoglie i suoi clienti con una rassicurante pacatezza e un sorriso che sprizza gentilezza. Il locale ha solo quattro anni e nasce dal genio di Renato e Lucia, che decidono di creare, nel loro negozio di piante e fiori, “un caffè che potesse stuzzicare la curiosità del cliente, sfruttandone la posizione favorevole in una delle zone più frequentate di Milano”. Un’idea innovativa che, negli anni, li ha premiati.
Cesare ha 24 anni e, nel parlare di sé, ripercorre lucidamente le tappe che lo hanno portato a destreggiarsi tra un caffè e l’altro: racconta di come, inizialmente, avesse deciso di studiare Scienze Bancarie e Assicurative, un percorso che, tuttavia, “sceglie di interrompere”; approda, quindi, alla professione di barman e, infine, a quella di barista, “stanco dei ritmi proibitivi imposti dalla vita notturna e desideroso di una vita più regolare”.
Ogni giorno, il bar si riempie dell’umanità più varia: “Molti clienti arrivano qui per assaggiare il dolce al cioccolato, oppure per mangiare un panino di corsa prima di vedere un film al vicino cinema Arcobaleno”. Cesare sottolinea come la posizione centrale ma riparata, all’interno di un tranquillo quartiere residenziale, e l’atmosfera bucolica facciano spesso del locale il rifugio di personaggi celebri alla ricerca di pace e privacy: da quando ha iniziato, “ha visto passare di lì tanti giornalisti, cantanti, attori e personaggi del mondo della moda”, dei quali preferisce non fare i nomi proprio perché “ci tiene a preservarne il desiderio di tranquillità e di silenzio, lontano dall’attenzione dei fans”. Il Mint Garden è il posto ideale per chi, tra una sessione di shopping su Corso Buenos Aires e un giro a Porta Venezia, decide di concedersi un momento di relax tra lanterne e cactus, addolcito da uno dei cappuccini di Cesare.