A Milano, in via Manfredo Camperio, vicino Piazza Cairoli, c’è un ristorante di kebab. Uno dei tanti, come se ne vedono in giro per le vie della città: un piccolo locale con un banco per la preparazione di kebab e pizza e pochi sgabelli sparsi per i consumatori. Questo locale è di Shadi, egiziano di 34 anni. Vive a Milano da 17 anni insieme ai suoi genitori e suo fratello. In Egitto studiava economia e una volta arrivato a Milano ha proseguito gli studi economici all’Università Cattolica per un anno, ma non ha completato il suo percorso di studi e ha iniziato a lavorare come cameriere in alcuni ristoranti milanesi, fino all’apertura del suo locale cinque anni fa. Adesso che è proprietario di un locale, Shadi dice di non avere più tempo per nulla e che il lavoro frenetico non gli consente di uscire e fare nuove conoscenze. Per questo è ancora single, anche se spera di potersi sposare un giorno ed avere dei figli. Sebbene l’Egitto gli manchi molto, Shadi dichiara di trovarsi molto bene a Milano: “Gli italiani sono persone ospitali come noi egiziani. Non ho mai vissuto atteggiamenti razzisti e qui mi sono sentito subito a casa. Sono grato per essere stato accolto così bene”. Il suo amore per il lavoro lo si percepisce dallo scrupolo con il quale prepara i suoi panini: è attento ad ogni dettaglio e sistema i condimenti con una precisione coreografica. Del suo lavoro, apprezza inoltre il fatto di poter fare nuove conoscenze con persone di culture diverse. Dichiara, infatti, che il suo locale è frequentato da persone di ogni etnia: italiani, egiziani, tunisini, filippini, indiani, cinesi e tra i frequentatori non manca nemmeno qualche volto noto. Come Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Anche se Shadi è contento che ci sia molta richiesta nel suo locale e che il lavoro non manchi, spera un giorno di poter avere più tempo da potersi dedicare.