Roman l’ho incontrato in un nebbioso pomeriggio di dicembre. Aveva il viso stanco e le movenze lente di chi ha passato tutto il giorno al freddo. Perché il fioraio «è un lavoro molto faticoso. Nessuno ci pensa ma anche il nostro dovrebbe essere annoverato tra i “lavori pesanti”». Quel che sembra fiaccarlo più di tutto è il freddo. Anche lo svegliarsi ogni mattina all’alba per arrivare al mercato prima di tutti gli altri e accaparrarsi i fiori più freschi, non è una passeggiata. Tutta questa fatica, però, ha uno scopo.

Roman è il dottor Stranamore dei fioristi. I fiori, per lui, sono una sorta di elisir d’amore. Secondo lui «il modo migliore per conquistare una donna è regalarle un bouquet». E non sembra l’unico a pensarla così: i suoi clienti, infatti, sono quasi tutti uomini «e tutti vogliono dei fiori da regalare all’amata». Anche Roman è un donatore seriale di petali colorati, «li porto a casa a mia moglie… e non solo a lei!». I suoi preferiti sono le fresie bianche, «i fiori più profumati di tutto il chiosco». Così ogni volta che la fortunata di turno ne sentirà il profumo, non potrà che pensare al cavaliere da cui le ha ricevute.

È un uomo d’altri tempi Roman, un fioraio gentiluomo, e non solo a parole. La galanteria l’ha dimostrata poco prima che io arrivassi, rifiutandosi di vendere dei fiori vecchi a un ragazzo che per il regalo alla dolce metà non era disposto a spendere troppo. «Non bisogna badare a spese quando si parla d’amore» gli ha spiegato Roman. E, ancora, si è dimostrato un cavaliere quando, prima di salutarci, mi ha omaggiato di una profumatissima fresia del mio colore preferito.