Antonio Colucci è un signore affabile e gentile di 88 anni. Proprietario dagli anni ’80 del bar Quadronno, un elegante locale nato nel 1964 grazie all’intuito del signor Faravelli che aprì la prima paninoteca milanese. Fino a quel momento lo spuntino veloce si limitava alla sola “michetta”, ma grazie alla fantasia di Faravelli si arricchì di gusto con salse e condimenti vari. Il signor Antonio è arrivato a Milano dalla Puglia all’età di 18 anni, in pieno dopo-guerra, periodo che ricorda molto bene nonostante i suoi anni: “Era molto difficile: un giorno si mangiava un giorno no, ma eravamo felici del poco che avevamo”.  La scelta di trasferirsi al Nord è stata una scelta quasi obbligata per molti; al Sud non si trovava lavoro e Milano era una grande città in crescita con tante risorse, ma poca manodopera. Per questo, secondo il signor Antonio, “gli immigrati del Sud hanno salvato Milano, occupando quei posti di lavoro vuoti”.  Il lavoro nel mondo della ristorazione è arrivato, però, in un secondo momento. All’inizio faceva il fattorino a cavallo per un negozio di olio e vino, poi è passato ad occuparsi dell’intermediazione di attività commerciali, fino all’apertura del primo locale nel ’65. A questo si sono succeduti altri locali, tra cui una gelateria, il Gabbiano, oggi un ristorante non più di sua proprietà, nell’esclusiva galleria milanese. Sposato con una donna della Valcamonica, ha avuto due figli che hanno scelto di non seguire le orme paterne, ma di ciò il signor Antonio non si è dispiaciuto, anzi, racconta orgoglioso il successo professionale dei figli. Ha scoperto una vocazione per la ristorazione, invece, il nipote Lorenzo Colucci che lavora nel bar da sette anni e si occupa di ogni aspetto, dalla gestione alle piccole mansioni quotidiane, con la supervisione di nonno Antonio che, sebbene in pensione da molti anni, non manca di andare al bar ogni giorno. La storia antica del bar la si percepisce tutta nei cambiamenti del menù: un tempo si servivano in abbondanza caviale e brodi di tartaruga, pietanze oggi sicuramente superate e sostituite da un lungo elenco di panini che abbracciano tutti i gusti; quindi, cambiano i tempi, cambiano le pietanze e le generazioni,  ma non la notorietà del locale che ha trovato il modo di reinventarsi assecondando l’evoluzione dei tempi.