Tempi duri per la libertà di stampa di cui oggi si celebra la giornata mondiale. Secondo il World Press Freedom Index 2023 dell’organizzazione internazionale Reporters without borders  – che valuta l’ambiente per il giornalismo in 180 Paesi e territori  –la situazione è “molto grave” in 31 Paesi, “difficile” in 42, “problematica” in 55 Paesi e “buono” o “soddisfacente” solo in 52 Paesi nel mondo. In altre parole, l’ambiente per il giornalismo è “cattivo” in sette Paesi su dieci e soddisfacente solo in tre su dieci.

La Norvegia ha la medaglia d’oro, essendo al primo posto per il settimo anno consecutivo. Ma – insolitamente – un Paese non nordico è al secondo posto, vale a dire l’Irlanda, davanti alla Danimarca.I Paesi Bassi sono saliti di 22 posizioni, recuperando la posizione che avevano nel 2021, prima che il reporter di cronaca nera Peter R. de Vries fosse assassinato.

Secondo RSF, la libertà di stampa sempre più a rischio a causa dell’industria del “fake content”. Nell’Index globale, maglia nera a Cina e Corea, mentre la Norvegia si conferma il Paese modello per il quinto anno consecutivo

Ci sono cambiamenti anche nella parte inferiore dell’Indice. Gli ultimi tre posti del World Press Freedom Index 2023 sono occupati esclusivamente da Paesi asiatici: il Vietnam che ha quasi completato la sua caccia ai giornalisti e commentatori indipendenti. La Cina, il più grande carceriere di giornalisti al mondo e uno dei maggiori esportatori di contenuti di propaganda è al 179esimo posto; e, senza grande sorpresa, chiude la Corea del Nord  al 180esimo.

Per fare il punto sugli Stati generali della stampa del mondo,abbiamo intervistato trenta campioni della liberà di pensiero ed espressione: giornalisti ma anche attivisti e whistleblowers, incontrati di persona al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia 2023. Attraverso le loro voci appare chiaro che la libertà di stampa non è un valore negoziabile ma, soprattutto, che è sempre più a rischio sia nelle dittature che nelle democrazie, incalzata da una vera e propria industria della propaganda e della misinformation.