Adesione altissima, treni cancellati e in ritardo, caos nelle stazioni, botta e risposta tra i sindacati dei ferrovieri e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini che minaccia di precettare gli aderenti alla protesta. Ma questo non è l’ennesimo sciopero, tra i tanti dell’ultimo mese. L’obiettivo è sollecitare il governo a intervenire per risolvere i problemi di sicurezza sulle ferrovie, dopo l’incidente di Corigliano, in Calabria, avvenuto nella notte dello scorso 28 novembre, quando un treno regionale ha travolto un camion ad un passaggio a livello, provocando la morte della capotreno e dell’autista. Diversi i passeggeri feriti.

Adesione altissima con punte fino al 100% del personale di tutte le ferrovie. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini minaccia la precettazione. I sindacati: “Abbia rispetto per i morti sul lavoro”

Il personale di Trenitalia e Trenord in Lombardia ha incrociato le braccia nelle 24 ore di ieri primo dicembre. L’adesione è stata «altissima, con punte fino al 100% delle ferroviere e dei ferrovieri dipendenti da tutte le aziende ferroviarie italiane, a conferma che la categoria non è più disponibile a rischiare la vita per il mancato adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali». Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl Ferrovieri, Orsa trasporti e Fast Confsal riassumono l’esito della protesta che ha toccato tutta la rete italiana.

A Roma si sono registrate lunghe code di passeggeri alla stazione Termini fin dalla prima mattinata. A Firenze sono state cancellate intere tratte come la Firenze-La Spezia. Numerosi i disagi provocati anche dal traffico stradale conseguente allo sciopero. La maggior parte degli studenti e dei lavoratori ha dovuto usufruire dei propri mezzi di trasporto. Nel milanese i pendolari della rete regionale TreNord si sfogano sui social contro i “soliti” disservizi, alla luce anche del nuovo accordo decennale ufficializzato nella giornata di ieri. La società lombarda ha infatti firmato con la Regione il nuovo contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale fino al prossimo 30 novembre 2033.

Intanto, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si è scagliato contro i sindacati, definendo «indegne e inaccettabili le scene di caos nelle stazioni italiane» con «ritardi, treni cancellati e lunghe code di cittadini esasperati». Il vicepremier ha promesso poi la linea dura: «È mia precisa intenzione, in futuro, fare di tutto affinché simili scene non si ripetano, anche se auspico che i sindacati evitino iniziative irragionevoli». Non si è tirato indietro Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil, che ha replicato picche: «Salvini rispetti chi perde la vita lavorando. È indegno che si muoia ancora sul lavoro. Il ministro dovrebbe avere rispetto».

Dopo le 24 ore di sciopero, il traffico ferroviario è tornato regolare su tutte le linee. Noi di magzine.it abbiamo visitato le stazioni di Milano (Centrale, Cadorna, Garibaldi, Lambrate, Rogoredo e Rho Fiera) e abbiamo raccolto dati, testimonianze, umori.