Nella mattinata la stazione di Rho Fiera è fredda e semideserta. Il passare del tempo è scandito dall’alternarsi di annunci di cancellazione treni e ritardi.
In molti lamentano disagi, specie per le tratte regionali. Ad esempio, quella in direzione Varese, è raggiungibile con un solo treno durante tutta la mattinata, come ci fa notare Marco Valenzasca, 26 anni, infermiere, di ritorno da un master a Firenze. «Non c’è proprio nessun altro treno che passa da lì. È un bel problema perché non ho altro modo di tornare a casa». A soffrire i maggiori disagi sono soprattutto coloro che non hanno alternative per viaggiare, come Chiara Tagliaferro, 23 anni, che però afferma di prenderla “con filosofia”: «Si tenta un po’ la sorte, ma essendo senza macchina non posso muovermi senza treno». E aggiunge: «Sono assolutamente d’accordo sulle motivazioni della protesta. Faremo questi due giorni così. Passerà».
«Lo sciopero dei mezzi crea dei danni a tutti gli altri che magari devono andare al lavoro o tornare a casa. Che i ferrovieri abbiano giuste intenzioni non lo metto in dubbio, però dovrebbero garantire qualche treno in più», dice Marco.
Sono molte le persone irritate dalla situazione, alcune al punto da non voler rilasciare dichiarazioni in merito perché troppo di fretta, alla rincorsa del primo treno utile per raggiungere il più presto possibile la destinazione desiderata.
Del resto, occorre evidenziare come il malcontento di tanti viaggiatori sia determinato non soltanto dagli scioperi degli ultimi giorni, ma dal funzionamento stesso del sistema ferroviario, che non risparmia cancellazioni e ritardi neppure durante l’attività ordinaria. Tra questi c’è, ad esempio, Silvia Maran, 21 anni, studentessa: «Il mio treno per ora è in orario, ma tra poco sarà segnato in ritardo come tutti i venerdì da alcuni mesi».
È, però, impossibile non notare come tutti riconoscano che la causa per cui è stato indetto lo sciopero odierno sia giusta e meritevole di attenzione. Emblematiche sono in tal senso le parole di Serena Venuti, 24 anni: «Penso che i miei disagi quotidiani passino un po’ in secondo piano». Dello stesso parere anche Raquel Barbosa Curiera, 49 anni, che dopo aver manifestato apertamente la sua insofferenza per i disagi subìti in entrambi i giorni di sciopero, si è subito mostrata comprensiva nel momento in cui l’abbiamo messa al corrente dell’incidente avvenuto martedì in Calabria.
Anche tra coloro che appoggiano le ragioni alla base dello sciopero vi sono però alcuni che criticano le modalità in cui si è svolto: «Lo sciopero dei mezzi è una sempre una questione un po’ particolare perché crea dei danni a tutti gli altri che magari devono andare al lavoro o tornare a casa. Che abbiano giuste intenzioni non lo metto in dubbio, però dovrebbero magari garantire qualche treno in più», prosegue Marco.
C’è poi chi non risulta per nulla infastidito dalla situazione e la prende con estrema leggerezza. Jan Hernandez Gonzalez, 18 anni, è diretto verso Arese: «Attualmente gli scioperi non mi stanno arrecando disagi: è tutto fluido e non mi lamento».