Si preannunciava una giornata complicata per molti pendolari che gravitano sulle stazioni ferroviarie di Milano. Eppure, a metà mattinata, allo scalo di Lambrate la situazione non sembra così problematica. Al suo interno, la biglietteria TreNord risulta operativa; la maggior parte della gente è in coda o è seduta sulle panchine e non lamenta particolari disagi.
Tuttavia, specie all’inizio della mattinata, si sono verificati disservizi, nonostante Trenitalia e TreNord avessero previsto due fasce di garanzia: tra le 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. «Sto cercando di tornare a Treviglio; spero che non venga soppresso il treno per Verona», racconta Daniela Flores, studentessa e lavoratrice part-time ventiquattrenne la cui giornata è iniziata con la cancellazione di una corsa. «Alla stazione di Busto Arsizio Nord è stato soppresso un treno TreNord in fascia di garanzia», racconta la giovane.
Il traffico regionale viaggia sui ritardi cronici: a Lambrate uno sciopero in più non fa la differenza sulla routine dei pendolari
Come Daniela, sono molti i pendolari che transitano per la stazione di Lambrate. Visti il freddo e la pioggia di oggi, se ne trovano pochi che attendono ai binari di superficie: la maggior parte si aggira tra i vari sottopassaggi dello scalo, alla ricerca d’informazioni o aggiornamenti sui treni di loro interesse. «Il tabellone segnala un ritardo, l’app ne dà un altro, se chiedi all’ingresso te ne dicono un altro ancora», spiega spazientito un altro viaggiatore, Stefano Riva, professionista esperto in modelli di traffico e pendolare da oltre 40 anni, in attesa di un treno per Saronno e che sempre nella prima mattinata aveva subìto un disagio, causa soppressione di un treno da Como. Il treno da lui atteso a Lambrate, per sua fortuna, arriva poco dopo ma Stefano auspica «rispetto per chi paga un biglietto». E lamenta che , benché nel tempo la qualità dei treni sia migliorata, il servizio peggiora «di anno in anno perché i treni sono sempre pieni e il personale è decimato».
Le conseguenze dei ritardi investono le attività lavorative tanto degli autonomi come Stefano, quanto dei dipendenti. Tra questi c’è Roberta, impiegata di trent’anni, a cui è successo di non arrivare per tempo a lavoro e di dover usufruire dei permessi più per i ritardi che per ragioni personali: «Quasi ogni venerdì c’è uno sciopero, per cui non mi chiedo più neanche il motivo», commenta rassegnata.
A Lambrate si incontrano anche viaggiatori più ottimisti: «Quello che mi è successo oggi è indipendente dallo sciopero», spiega Federico Dainese, ventitreenne studente di psicologia diretto a Milano Centrale per recuperare il bagaglio che ha smarrito. «Io viaggio spesso in treno da e per Padova; tolti alcuni ritardi che a volte ti fanno perdere le coincidenze, non ho mai avuto gravi problemi».
Dando uno sguardo al tabellone della stazione di Lambrate, i ritardi prevalgono sulle cancellazioni: in tarda mattinata, tra i treni a lunga percorrenza, ne risulta soppresso soltanto uno, diretto a Parma. In questa stazione la situazione odierna non sia stata critica come altrove.