Alle Olimpiadi Invernali di Pechino l’Italia sale sul gradino più alto del podio per due volte in 24 ore. Partiamo dalla prima medaglia conquistata in un torneo olimpico dalla nazionale di curling. A raggiungere questo storico risultato nella specialità del doppio misto sono stati la 22enne veneta Stefania Constantini e il 26enne trentino Amos Mosaner. I due atleti hanno compiuto un percorso netto: 11 vittorie su 11 partite disputate. È la prima squadra a chiudere il torneo da imbattuta dal debutto della specialità nella precedente edizione dei Giochi. L’affiatamento dei ragazzi italiani è cresciuto di gara in gara, permettendo loro di avere la meglio su tutte le coppie affrontate, incluse quelle più quotate. Una cavalcata inarrestabile che premia il movimento del curling italiano: una realtà con poco più di trecento tesserati, 28 società affiliate e una manciata di impianti, tutti dislocati nel Nord Italia.
In finale, Constantini e Mosaner hanno affrontato i norvegesi Kristin Skaslien e Magnus Nedregotten, già bronzo a Pyeongchang 2018 e argento agli ultimi mondiali di curling. La partita si è aperta con un testa a testa durato per i primi due end (le parti nelle quali è divisa una partita) terminati in parità sul 2-2. Nel terzo e quarto end gli italiani rubano due mani consecutive ai norvegesi, allungando a più quattro prima dell’intervallo lungo. Nella ripresa, la Norvegia si riporta a contatto, arrivando a giocare l’ottavo e ultimo end sul 7-5 per gli azzurri, ma il vantaggio accumulato dall’Italia nella prima parte della gara si rivela decisivo per la vittoria, che arriva con il punteggio di 8-5.
«È un sogno che diventa realtà – ha commentato a fine partita Constantini, ancora incredula –. Abbiamo dato il nostro meglio, combattendo fino alla fine e questa medaglia ce la siamo meritata». Più pragmatico Mosaner: «All’inizio magari non abbiamo performato così bene, ma poi abbiamo raggiunto un buon livello verso le ultime partite. Undici partite e zero sconfitte è una gran bella cosa».
Il primo oro della spedizione azzurra a Pechino è però arrivato lunedì con Arianna Fontana nei 500 metri dello short track, la velocità pura del pattinaggio sul ghiaccio.
È stata una finale ad alta tensione: si sono rese necessarie tre partenze prima del via definitivo. Subito aggressiva l’olandese Schulting, che però incappa in una falsa partenza. Poi un tocco di pattini tra le atlete fa scivolare a terra Fontana quando non è ancora terminata la prima curva. Lo starter ordina così la ripetizione del via, essendo la gara ancora alle primissime battute. La terza partenza è quella buona, ma è Schulting a passare in testa al primo giro. Al terzo, l’azzurra infila in curva l’atleta dei Paesi Bassi e si porta in prima posizione fino al traguardo. L’urlo a fine gara è una liberazione per lei: «Di solito io non urlo così, anzi sono molto pacata quando vinco – ha dichiarato ai microfoni di Rai Sport nel dopo gara –. Però è stato davvero un momento di sfogo».
Per l’atleta valtellinese, 31 anni, è il secondo oro consecutivo nei 500 metri dopo la vittoria ottenuta ai Giochi di Pyeongchang 2018. «Volevo questo podio. Esserci di nuovo dopo quattro anni è stata una bella conferma», ha commentato. Con questa vittoria, inoltre, si è aggiudicata la sua decima medaglia olimpica, la seconda d’oro, eguagliando il record italiano di Stefania Belmondo, campionessa di sci di fondo tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Duemila. Un primato potenzialmente migliorabile già nei prossimi giorni, quando Fontana scenderà ancora sulla pista del Capital Indoor Stadium.
Al termine della settima giornata di gare le medaglie conquistate dall’Italia sono sette. Ai due ori si aggiungono gli argenti di Francesca Lollobrigida nei 3000 m del pattinaggio di velocità, della staffetta mista 2000 m dello short track, di Federica Brignone nello slalom gigante e di Federico Pellegrino nella sprint TL dello sci di fondo. L’unico bronzo è di Dominik Fischnaller nello slittino.

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