“Si tratta di dare voce a tutti i profili della società”. Mariangela Borneo, Head of International Projects & Festivals per la Rai, racconta così il progetto Rai 50:50, un’iniziativa che promuove la parità di genere nei programmi e nelle redazioni del servizio pubblico italiano. “L’idea nasce dalla BBC che ha immaginato uno strumento per migliorare il proprio palinsesto in termini di una corretta rappresentazione di genere”, prosegue Borneo. Da marzo 2022 anche la Rai ha aderito e ora sono venti le redazioni che ne sono parte, tra programmi televisivi, radio e online.

All’iniziativa, nata da una idea della BBC, aderiscono venti programmi. “Si tratta di dare voce a tutti i profili della società”, spiega Mariangela Borneo. “La presenza media delle donne è del 48%”

L’adesione all’iniziativa è del tutto volontaria. Così si è creata una rete con oltre 150 partner globali, attivi in trenta paesi, dal Giappone alla Francia. “La presenza media di donne in questi programmi è del 48%”, sottolinea Sara Puteo, data specialist per la Rai. Un esempio particolarmente virtuoso è Buongiorno regione, “che partecipa con 24 sedi regionali”, prosegue. Altri programmi, solo per citarne alcuni, sono Radio 3 mondo, Radio 3 scienza, La vita in diretta e Oggi è un altro giorno.

“La forza del progetto è racchiusa in tre punti – spiega Borneo -: la raccolta dei dati, misurare solo quello che si può controllare e nessun compromesso sulla qualità”. Le presenze femminili nel palinsesto Rai non vengono quindi semplicemente conteggiate, ma “viene dato spazio ad esperte di altissima qualità per rappresentare i generi in modo equilibrato”. Da qui l’idea di creare un database con trecento esperte di diversi settori, cui le redazioni del servizio pubblico possono attingere per strutturare i programmi con un numero significativo di ospiti donne, nel rispetto dell’uguaglianza tra i generi. “Adesso siamo nel pieno della March Challenge –  racconta Borneo – , un’altra iniziativa per cui le redazioni che raggiungono obiettivi importanti in termini di parità vengono chiamate a ulteriori sfide per raggiungere l’obiettivo del 50%”.

Oltre a questa buona pratica, il servizio pubblico aderisce ad altre iniziative sul tema. “Uno degli obiettivi di questa consiliatura è fare passi significativi verso la parità di genere on e off screen”, spiega Frediana Biasutti, portavoce della Presidente Rai Marinella Soldi. Così il servizio pubblico ha aderito e deciso di promuovere a sua volta la campagna dell’Unione Europea No woman no panel: “Ci imponiamo e incoraggiamo la presenza di almeno una donna durante gli eventi di comunicazione e nelle trasmissioni”, chiarisce Biasutti. Uno dei traguardi più importanti è rendere consapevoli anche i telespettatori e i lettori “dell’importanza di dare voce a tutti, per un racconto più rappresentativo e più completo della società, senza discriminazioni di genere”, conclude Borneo.