Essere padre oggi è una sfida complessa ma sempre più consapevole. Sono tanti i padri, in diversi Paesi europei, e finalmente anche in Italia, che chiedono il congedo parentale per stare con i loro figlioli. E anche i governi si adeguano, seppur lentamente, a queste richieste. Per l’anno 2021 erano stati previsti dieci giorni di congedo obbligatorio e uno di facoltativo. Proprio da quell’annosi è registrato un incremento di oltre quindici punti percentuali rispetto all’anno precedente dei beneficiari di congedo obbligatorio di paternità: circa 156.000 lavoratori hanno goduto del congedo e sono aumentati nel 2022. Ma, oltre alla paternità ritrovata, c’è anche la paternità fragile, segnata dal declino, dalla malattia, dalla perdita di memoria.In Italia, sono moltissimi i figli di padri anziani, affetti da demenza senile se non da Alzheimer che vengono assistiti in casa oppure nelle Rsa specializzate. Qui, bisogna imparare a ricostruire un nuovo rapporto con il padre, fatto di tenerezza, sospensione della memoria, accettazione.Infine, ci sono le coppie omogenitoriali che rivendicano la loro scelta e spingono le istituzioni e la società civile, con manifestazioni e azioni collettive, ad accettarla, non boicottarla e metterla in atto. Noi abbiamo provato a raccontarvi come si può essere padri (e anche figli) oggi, attraverso queste storie.
- Non chiamateci padri ma genitori (consapevoli) – di Federica Farina
- Nel gorgo del padre: come la demenza senile modifica il rapporto figlio-genitore – di Francesca Arcai
- Figli di chi? La storia di una coppia omogenitoriale e dei limiti delle adozioni - di Andrea Miniutti