“Dobbiamo smettere di essere indifferenti. Qui non si parla di privilegi, ma di diritti basilari di tutti”: a dirlo è Emiliano, assistente di volo e volontario dell’associazione “Famiglie arcobaleno”. Assieme ad Alberto ha un figlio, Tommaso, che è nato negli Stati Uniti: “Tommaso è stato adottato dal genitore intenzionale ad Atlanta, riconosciuto con un’udienza di sei minuti da un giudice americano e infine, in Italia, gli è stata riconosciuta la step child adoption”.

Questa storia sembra una classica adozione tramite gestazione per altri. Tuttavia, sul certificato di nascita compare solo il nome di uno dei due genitori: “Per le coppie omogenitoriali c’è un problema normativo. Alcuni comuni, come quello di Milano, trascrivevano entrambi i nomi sui documenti. Ma adesso la Prefettura ha ‘caldamente invitato’ il sindaco Sala a interrompere le pratiche di riconoscimento perché, in caso contrario, avrebbe impugnato tutte le trascrizioni”. Nonostante la Corte di Cassazione, con diverse sentenze, abbia esortato più volte il legislatore a superare le difficoltà di trascrizione, non si è mai fatto nulla per sopperire a questo problema.

A Milano, la manifestazione delle “Famiglie arcobaleno”. Al centro delle proteste, il nuovo provvedimento della Prefettura che chiede al sindaco di interrompere le pratiche di riconoscimento del genitore “intenzionale” quando il figlio sia nato all’estero da coppie non eterosessuali

Tutto questo è avvenuto dopo la bocciatura in Senato del regolamento europeo sul riconoscimento dei figli anche da genitori dello stesso sesso, di fatto bloccando la trascrizione dei figli nati tramite gestazione per altri o fecondazione eterologa. La situazione sembra essere ancora più complessa: “Il prefetto – racconta Emiliano – aveva annunciato che avrebbero impugnato le trascrizioni richieste dal giorno del via libera del Viminale, ma abbiamo saputo con certezza che, in realtà, stanno contestando quattro riconoscimenti già effettuati: ciò significa che un bambino, figlio dei suoi genitori, potrebbe dall’oggi al domani non averne più uno dei due”.

Secondo Emiliano, per colpire le coppie omosessuali si usano i bambini, che non hanno colpe. Ad essere discriminate, quindi, sarebbero solo le coppie omogenitoriali, perché si parla delle modalità con cui sono venuti al mondo i figli esclusivamente in relazione al fatto che sono stati adottati da genitori omosessuali. Anche perché, come ricorda Emiliano, “oltre il 70% dei casi di gestazione per altri è messa in pratica da coppie eterosessuali. Ma a loro, quando tornano in Italia, non viene chiesto nulla”. Questa decisione desta preoccupazione e indignazione nella comunità arcobaleno: “Non vi è nessun altro effetto se non la privazione di un diritto base dell’uomo. L’unico interesse è colpire le coppie omosessuali ma facendolo attraverso i bambini, che non hanno nessuna colpa”. Per questo ieri c’è stata una manifestazione a Milano, per denunciare quella che, per molti italiani,  resta una discriminazione.