Il Coronavirus ha ormai cambiato le nostre abitudini. Per far fronte all’emergenza sanitaria, sono state attuate delle restrizioni che coinvolgono ogni ambito, incluso quello dell’industria musicale, un settore molto vasto che comprende, tra tanti generi, anche l’heavy metal.

Nonostante si tratti di un ambito per lo più underground, l’heavy metal conta una fitta schiera di fan e ammiratori che partecipano frequentemente a tutti gli eventi che lo riguardano, ma anch’esso ultimamente ha dovuto fare i conti con il Covid-19 sotto molti punti di vista. Le agenzie di booking hanno subìto gravi perdite finanziarie con l’annullamento dei concerti, mentre i musicisti hanno dovuto rinunciare agli spettacoli.

Il primo evento annullato per l’emergenza Coronavirus è stato quello dello scorso 25 febbraio, in cui le storiche band thrash metal americane Testament, Exodus e Death Angel, avrebbero dovuto esibirsi al Live Club di Trezzo sull’Adda per l’unica data italiana del “Bay Strikes Again Tour”, proseguito poi in tutta Europa. L’epidemia, però, ha coinvolto in seguito tutto il continente, implicando serie conseguenze sia ai musicisti, alcuni dei quali risultati positivi al virus, sia ai singoli concerti che, gradualmente, sono stati tutti cancellati.

Alcuni front-men della scena metal sono risultati positivi al Covid-19: tour cancellati, registrazioni rimandate e fan preoccupati

Un destino che è toccato anche agli Hideous Divinity, uno dei gruppi di rilievo del panorama underground italiano che, proprio in questo periodo, avrebbero dovuto sostenere un importante tour a supporto degli statunitensi Terrorizer. “Non poteva essere diversamente”-  ci dice Enrico Di Lorenzo, cantante della band romana – non sono più possibili le preparazioni degli spettacoli, compresi quelli che avranno uno stop molto più lungo del nostro. Noi in qualche modo avremo modo di recuperare il nostro tour, mentre ce ne sono altri che necessitano di più tempo per essere riprogrammati e altri ancora che vengono annullati. Ma se da una parte abbiamo la nostra attività live interamente stoppata, rimane il lavoro casalingo. Noi della band abbiamo sempre lavorato molto da casa, quindi non è un grosso cambiamento. Quello che cambia è la prospettiva per il futuro”.

L’era discografica in cui i musicisti riuscivano a sfondare tramite la vendita di copie fisiche è finita. L’unico modo per avere delle entrate è tramite l’attività live e lo streaming musicale, che può essere svantaggioso soprattutto per chi, non potendosi incontrare, non riesce a realizzare nulla per essere caricato sulle piattaforme. Ad oggi, quindi, il mondo della musica è in stand-by, ma non mancano le idee su come continuare a portare avanti i vari progetti anche a distanza. Alcune band come i Metallica, hanno deciso di esibirsi in streaming per intrattenere il pubblico, iniziativa che sembra essere presa in seria considerazione da molti altri musicisti.

“Ci siamo già sentiti per discutere di come continuare a lavorare. Stiamo pensando a delle valide alternative, magari per far conoscere ai nostri fan alcuni aspetti inediti degli Hideous Divinity che prima non hanno potuto vedere. Vogliamo mantenere un canale comunicativo stretto con chi ci segue: se questa situazione dovesse durare per mesi, noi non restiamo con le mani in mano, qualcosa ce la inventeremo”. E dalla sua esperienza di medico e audiologo, Enrico racconta: “Mentre eravamo in tour negli Stati Uniti seguivamo l’evoluzione della faccenda in Italia, e ricevevo strane telefonate dai miei pazienti allarmatissimi. Mi ha colpito molto il panico di queste telefonate perché queste sono situazioni gravi, ma che possono essere gestite con criterio. Adesso, con una serie di dinamiche sfavorevoli, ci troviamo in un clima di paura in cui il Coronavirus è diventato il problema principale, ma non ferma le altre malattie. Perciò restate a casa, ma capite anche quando è il caso di uscire”. E conclude : “Se state male per qualsiasi motivo, chiamate il vostro medico di base e fatevi dare tutte le indicazioni necessarie, ma non trascurate le altre patologie”.

L’emergenza Coronavirus ha coinvolto anche i Disboskator, band dell’underground fiorentino che, nel momento della sua rinascita, ha visto la sua attività interrompersi bruscamente. “La cosa che mi manca di più in questo periodo è fare le prove – ci racconta il cantante Edoardo Scali – .Non ho avuto modo di esercitarmi con la voce, cosa che non faccio mai in solitaria. Inoltre è importante il confronto diretto tra di noi quando ci riuniamo per comporre nuovi pezzi: per questo c’è il bisogno di suonare tutti insieme. Purtroppo questa emergenza ci ha un po’ frenati, ma cerchiamo comunque di lavorare al nostro nuovo album anche a distanza, inviandoci i nostri pezzi strumentali e scambiandoci pareri sulle composizioni dei brani”. Le varie difficoltà, però, non scoraggiano le prospettive della band, che si augura di poter presto suonare dal vivo, come afferma il chitarrista Davide Puliti: “Sarà difficile fare un tour, ma sicuramente, quando tutto questo sarà finito, la gente avrà più voglia di venire ai concerti. Noi avevamo intenzione di organizzare un festival coinvolgendo band locali e con l’obiettivo di fare il pieno. Certo, bisogna vedere se ci sarà la stessa euforia di prima per assistere ai concerti, ma noi siamo pronti per salire sul palco davanti ad un bel pubblico con le nostre nuove canzoni”.

In questa lunga attesa, però, saranno le agenzie di booking musicale ad avere le più forti ripercussioni, come ci spiega il bassista, nonché promoter della band, Filippo Mannini: “Questo non è di certo un momento facile. Purtroppo gruppi, locali e agenzie si trovano costretti a fare i conti con le restrizioni emesse dal Governo a causa di questa grande emergenza sanitaria. A livello italiano le agenzie, se hanno fortuna, riescono a spostare i tour magari direttamente in autunno, alcuni purtroppo saltano, specialmente quelli all’estero, perché non si ha ancora idea di quando sarà possibile spostarsi fuori dall’Italia. Le band che sono indipendenti, cioè che hanno organizzato alcune date singole mettendosi in accordo direttamente con i locali, molto probabilmente non saranno in grado di recuperarle, perché ci troviamo già a stagione 2020 inoltrata: gli eventi erano già stati programmati o si sono accavallati e magari non c’è spazio per un possibile recupero. I locali non se la passano per niente bene: chi ha una partita IVA o un locale di proprietà, può puntare a recuperare le perdite nel tempo e con i sovvenzionamenti dello Stato tramite il decreto ”Cura Italia”; chi invece ha un affitto da pagare, ha solo una sala concerti o fa parte di un’associazione, come ACSI, non riceve nessun sovvenzionamento e non avrà modo di rimettersi in sesto. Io personalmente, che gestisco 3 band e due agenzie di booking underground e mi muovo solo a livello locale, ho ricevuto già delle perdite, figuriamoci chi, invece, lo fa di professione. L’unica speranza è che tutto si sblocchi entro l’estate, allora si potranno vedere i primi spiragli di ripresa nell’ambiente della musica live”.

Il mondo dell’heavy metal non poteva non essere coinvolto da questa pandemia, e gli scenari a cui si va incontro non sono dei migliori. Attualmente, tutti si stanno domandando se per assistere ad un concerto bisognerà utilizzare le mascherine, tenere la giusta distanza tra la folla, se le restrizioni modificheranno definitivamente le modalità di svolgimento degli spettacoli dal vivo, o se ci saranno agenzie di booking musicale che vorranno ancora investire in questi eventi, date le numerose circostanze. Solo il tempo potrà dare una risposta all’emergenza Covid-19, rivelatosi un nemico ostile anche nei confronti di un genere musicale duro e aggressivo.