Hollywood ha sempre spettacolarizzato costumi e tradizioni della società americana, dal baseball fino al tacchino ripieno da mangiare al Giorno del ringraziamento. Vale lo stesso anche per la politica, con tantissimi film e serie tv che sono riusciti a rendere emozionanti anche i congressi in teoria più noiosi. E mentre attendiamo il risultato definitivo delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, non potevamo che consigliarvi quattro film e una serie tv su questo tema. Anche solo per farvi venire il dubbio che forse, fra Joe Biden e Donald Trump, Frank Underwood non sarebbe poi così male.

 

VIVIANA ASTAZI CONSIGLIA: LE IDI DI MARZO

Le primarie sono l’ostacolo iniziale da superare per poter sperare di arrivare alla Casa bianca. Non che questa fase sia priva di gioco sporco. Il film di George Clooney denuncia il marcio dietro ogni mossa politica tramite lo sguardo del brillante Stephen Meyers, curatore della campagna elettorale dell’immaginario candidato democratico Mike Morris. Se all’inizio vede nel politico una speranza per un futuro migliore, gli eventi lo smentiranno: il tradimento a cui si riferisce il titolo è dietro l’angolo, e riguarda non solo le dinamiche del gioco del potere, ma anche gli ideali che muovono il protagonista. Un film reale nella sua durezza, che sottolinea le incoerenze di un Paese dove ci si scandalizza per la condotta sessuale dei politici, ma non per l’uso indiscriminato delle armi e per la guerra adoperata come “strumento di pace”.

Disponibile su Google Play

 

GIACOMO COZZAGLIO CONSIGLIA: THIRTEEN DAYS

Il presidente degli Stati Uniti non regge solo le sorti del suo paese, ma anche quelle del mondo intero. Un fardello che nell’ottobre del 1962 è gravato sulle spalle di John Fitzgerald Kennedy, costretto a fronteggiare la crisi dei missili sovietici a Cuba. Con gli occhi di un assistente particolare del presidente, interpretato da Kevin Costner, i colpi di scena e la tensione riflettono i tredici giorni più lunghi della storia, quando il mondo rischiò di cadere nell’incubo di una terza guerra mondiale e dell’olocausto nucleare. Un film che mostra come tra la politica e le forze armate ci sia un rapporto di amore-odio, contrassegnato da colombe e falchi che si fronteggiano spesso senza badare alle conseguenze delle loro decisioni.

Disponibile su Tim Vision e Google Play

 

DAVIDE CAVALLERI CONSIGLIA: HOUSE OF CARDS

Cosa è disposto a fare un uomo pur di diventare presidente degli Stati Uniti d’America e di rimanere ancorato alla poltrona dello Studio ovale? House of cards, serie firmata da Beau Willimon e prodotta da Netflix, racconta l’ascesa alla Casa bianca del deputato Frank Underwood, interpretato magistralmente da Kevin Spacey. Un personaggio cinico, senza scrupoli, ai limiti della malvagità e della perfidia, capace di qualsiasi infamia pur di soddisfare la sua dipendenza dal potere. Affiancato dalla gelida moglie Claire (Robin Wright), Underwood giocherà la sua personale partita a scacchi verso la presidenza a colpi di manipolazioni e vendette. In sei stagioni, la serie cult si muove sinuosamente nei retroscena di una politica a stelle e strisce fatta di intrighi, giochi di potere e loschi sotterfugi.

Disponibile in Bluray

 

FRANCESCO CASTAGNA CONSIGLIA: BECOMING

“Non possiamo aspettare che il mondo sia giusto per iniziare a sentirci visibili, siamo ben lontani, non possiamo aspettare un presidente o una votazione”: è questo il messaggio, rivolto al mondo intero, che Michelle Obama dà in vista delle elezioni americane. In Becoming la vita della first lady più nota al mondo viene raccontata attraverso scene di vita pubblica e privata, dall’ascesa degli Obama fino al suo tour dopo aver lasciato la Casa bianca. Un documentario per riflettere e per sfogarsi, in cui Michelle Obama si sveste dal ruolo di first lady, mostrandosi per la persona che è. Se quello che è successo negli otto anni di Obama alla Casa Bianca è la storia nota a tutti, quello che scopriamo in Becoming è i dietro le quindi di quegli anni.

Disponibile su Netflix

 

MANUEL SANTANGELO CONSIGLIA: SWING VOTE

Ci si illude spesso che la persona in grado di ribaltare il destino politico di un Paese esista e sia qualcuno dalle grandi qualità, o almeno qualcuno che ci tiene davvero al futuro della Nazione. Inutile dire che però, nella maggior parte dei casi, chi si ritrova nelle posizioni di potere non si rivela all’altezza di tali aspettative. Il cinema ha giocato spesso a ribaltare questo assioma, presentandoci uomini medi, “cani di paglia” o inetti capaci di andare oltre le più ottimistiche previsioni e di rappresentare davvero il popolo. Il protagonista di Swing Vote si inserisce in questa tradizione: Bud è infatti un padre mediocre, assolutamente disinteressato a far parte della vita politica e sociale degli Stati Uniti che, per un errore, si ritrova col suo voto a decidere il futuro delle elezioni. Sembrerebbe un soggetto manipolabile ma, come il progenitore Smith del classico Mr. Smith va a Washington del 1939, anche lui si rivela più valido di tanti politici che vorrebbero tirarlo dalla loro parte. Grazie soprattutto alla figlia, il nostro recupererà infatti sul più bello la sua umanità e darà voce a tutte quelle persone normali che glielo chiedevano. In Italia, abbiamo sperimentato per brevissimo tempo, e con poca fortuna, il Partito dell’uomo comune ma forse, quello che serve oggi non è solo un uomo comune ma piuttosto un “uomo che si ricordi di essere umano”.

Disponibile in DVD e Bluray