“Sono qui per farmi portavoce dei francesi”. “Se il popolo mi confermerà la fiducia, mi farò garante della diplomazia europea”. Nella giornata di silenzio elettorale, le stime indicano che il risultato delle elezioni presidenziali francesi è ancora in gioco. Secondo l’ultimo sondaggio di OpinionWay-Kéa Partners per “Les Echos”, il presidente francese Emmanuel Macron vincerebbe il ballottaggio di domenica 24 aprile, con il 57% dei voti, contro il 43% per la candidata di estrema destra Marine Le Pen, e sembra che il presidente uscente abbia convinto di più anche nel famoso dibattito di qualche sera fa.
“Macron era quello che mostrava maggiore conoscenza dei dossier, più energia, e anche più voglia” commenta Edouard Philippe, l’ex primo ministro di Francia. Tuttavia, gli sono stati criticati una mancanza di empatia e un atteggiamento a tratti arrogante. Le Pen, d’altro canto, non ha avuto una performance disastrosa come nel precedente dibattito del 2017, dove era piuttosto confusa e agitata. Questa volta ha fatto leva sui sentimenti e sulla sofferenza che il popolo francese ha dovuto sopportare negli ultimi tempi.
Sono molte le visioni diametralmente opposte della politica francese, per entrambi i leader di partito. Nel famoso dibattito televisivo, dove anche la temperatura della stanza è stata il frutto di un accordo, Le Pen pone la sua visione “centrata sui deboli, su chi non riesce ad arrivare a fine mese” e la contrasta con quella di Macron, “preoccupato per il prezzo della benzina”, che parla di una “svolta ecologica” e di un’Europa più grande ed unita. Proprio l’Europa è uno dei temi cardine delle loro differenze di vedute, poiché Le Pen intenderebbe anteporre gli interessi del proprio Paese a quelli dell’Unione. Pertanto, il leader della République En Marche è già favorito dai leader europei Sanchez, Scholz e Costa.
L’elezione di Macron o Le Pen potrebbe cambiare sia il futuro della Francia che quello dell’Unione Europea, oltre ad influire profondamente sul conflitto in Ucraina
L’elezione di uno piuttosto che dell’altra, quindi, potrebbe cambiare sia il futuro della Francia che quello dell’Unione Europea, oltre ad influire profondamente sul conflitto in Ucraina. Macron è più avanti, ma è comunque un vantaggio inferiore ai risultati di cinque anni fa, quando ha battuto Le Pen con il 66,1% dei voti. Per la leader di Rassemblement National ci sono ancora “tutte le possibilità di vincere”. A Macron è stato criticato di non aver fatto abbastanza per l’Ucraina ed essere stato protagonista di una campagna elettorale talmente intensa da risultare aggressiva. Il presidente si difende: “Se i francesi mi confermeranno la fiducia, tornerò a telefonare a Putin già dalla settimana prossima” e, nel dibattito, accusa la sua rivale di “dipendere dal potere russo”. Le Pen, infatti, durante la prima crisi tra Russia e Ucraina del 2014 si schierò con Putin, e mantiene tuttora dei legami finanziari con le banche russe.
Secondo il popolo francese, c’è chi voterà Le Pen, sapendo che non sarà probabilmente l’unica voce in capitolo a prendere decisioni, e chi Macron, per la teoria del “meno peggio”. Decisivi al ballottaggio saranno anche i voti orfani della sinistra di Melenchon, il quale ha detto ai suoi sostenitori di non dare un singolo voto a Le Pen, ma allo stesso tempo non ha espresso pieno appoggio a Macron. Anche i No-Vax sarebbero più inclini a votare contro l’attuale presidente, per le accuse rivolte loro durante la lotta alla pandemia, quando Macron dichiarò: “Voglio farli arrabbiare davvero”. Le Pen non troverebbe invece terreno tra la comunità musulmana francese, a causa della sua proposta di vietare il velo in luogo pubblico.
Un altro indicatore importante sarà sicuramente il possibile astensionismo francese: secondo previsioni, il tasso di affluenza si aggirerà tra il 72% e il 74%, nonostante il coinvolgimento della cittadinanza non sia mancato in questi anni. Dopo la pandemia e lo scoppio del conflitto ucraino, però, la fiducia nelle istituzioni potrebbe essere cambiata: la percentuale di francesi che disapprova l’operato del presidente è maggiore di quella che lo appoggia. Le urne sono già aperte nei Territori d’Oltremare. Per Macron il voto sarà un “referendum per o contro i nostri valori”. Per Le Pen la scelta è semplice: “o Macron o la Francia”.