Milano avrà la sua statua dedicata a Margherita Hack, l’astrofisica che il prossimo giugno avrebbe compiuto cento anni. Proprio in questa occasione, il primo giugno, verrà inaugurata a largo Richini, davanti alla sede dell’Università Statale, una statua raffigurante la scienziata, realizzata dalla scultrice bolognese Daniela Olivieri, in arte Sissi.

La scultrice Sissi: «Quando mi hanno invitato al concorso, ho subito incominciato a studiare, leggere e soprattutto ascoltare Margherita Hack: questo mi ha molto facilitato, mi sentivo un po’ una sua allieva che prendeva appunti e la ascoltava mentre parlava. Ho associato subito un concetto di vicinanza a lei, l’ho sentita una maestra»

L’idea è nata da Fondazione Deloitte, che ha promosso il progetto in collaborazione con la Casa degli Artisti e il Comune di Milano: il grande obiettivo era realizzare la prima scultura, su suolo italiano, dedicata ad una donna legata all’ambito scientifico. Tutto femminile è stato anche il bando di concorso, che si è chiuso lo scorso febbraio: otto le artiste invitate a prendere parte alla competizione, ciascuna delle quali ha presentato la propria visione della scienziata, rappresentata inizialmente in bozzetti grafici, esposti alla Casa degli Artisti fino al 20 febbraio scorso.

"Sguardo fisico: una scultura a Margherita Hack", china su carta

“Sguardo fisico: una scultura a Margherita Hack”, china su carta

Vincitrice è stata l’idea di Sissi, performer e scultrice, vincitrice di moltissimi premi internazionali, fra cui il Gotham Prize e il New York Prize. «Quando mi hanno invitato al concorso, ho subito incominciato a studiare, leggere e soprattutto ascoltare Margherita Hack: questo mi ha molto facilitato, mi sentivo un po’ una sua allieva che prendeva appunti e la ascoltava mentre parlava. Ho associato subito un concetto di vicinanza a lei, l’ho sentita una maestra e allora ho capito che dovevo rappresentarla con una scultura e che doveva poggiare a terra, per esprimere questo rapporto di vicinanza con tutti».

La scultura, dal titolo “Sguardo fisico”, rappresenterà la scienziata che emerge da una spirale e si libra verso l’alto, con le braccia protese verso le stelle. L’ispirazione è arrivata all’artista passeggiando di notte al mare e scrutando il cielo: «Lei diceva sempre che dopo la sua morte solo le sue particelle sarebbero sopravvissute per poi ricongiungersi all’universo. Questo mi ha fatto pensare che volevo farla tornare e farla nascere di nuovo – in una ciclicità continua – dentro una galassia: e allora la galassia poteva essere un elemento naturale che dalla terra la spingeva a uscire, attraverso la quale si creava quell’energia, quel vitalismo e quel dinamismo che esprimono il senso di nascita e organicità che sono parte del mio lavoro».

"Sguardo fisico: una scultura a Margherita Hack", bozzetto in terracotta

“Sguardo fisico: una scultura a Margherita Hack”, bozzetto in terracotta

Quello che colpisce e forse un po’ stupisce, osservando il bozzetto preparativo e il modellino in cera realizzato dalla scultrice, è che l’astrofisica osserva il cielo senza nessuno strumento. Spiega l’artista che questa “assenza” ha due risposte: da un lato, gli strumenti che servono oggi per vedere e studiare le stelle sono tecnologie di grandissime dimensioni e di difficile rappresentazione; dall’altro, le stesse mani simboleggiano il fare e ciò che si è fatto. Lo sguardo verso il cielo viene fisicamente filtrato dalle mani che per tutta la vita hanno accompagnato il suo studio.

La scultura, che verrà realizzata in bronzo, è la terza statua femminile presente su suolo milanese, dopo quelle dedicate alla patriota Cristina Trivulzio di Belgiojoso e all’artista Rachele Bianchi; questa è ancora più importante – continua Sissi – perché da sempre il mondo delle scienze ha avuto difficoltà ad accogliere e riconoscere i meriti alle donne. «Margherita Hack, infatti, si batteva molto per portare avanti il suo sogno ed essere un esempio. Penso che nessuno meglio di lei possa dare quest’idea di tenacia e concretezza e infatti la spirale da cui emerge è radicata al suolo ma offre uno slancio, offre quest’idea di uscita; ho cercato di esprimere questo slancio dell’affermarsi in tutti gli elementi della scultura».