Quando Prometeo diventa donna: questa è la storia di Bella Baxter, raccontata in Povere Creature, l’ultima fatica di Yorgos Lanthimos. Una trama che riprende il panorama gotico e grottesco del Frankenstein di Mary Shelley, mescolando tematiche mai così attuali come l’autodeterminazione, la rivendicazione del corpo femminile e l’abbattimento degli stereotipi patriarcali. Bella è un’inconsapevole femminista dell’epoca vittoriana, ma è anche un esperimento: è stata riportata in vita con il cervello del feto che portava in grembo ed è proprio questo a renderla così spregiudicata agli occhi dei protagonisti e degli spettatori in sala.
«Povere Creature è un manifesto del femminismo moderno, è la storia di una donna che scopre se stessa, di una presa di consapevolezza del proprio corpo, del proprio spirito e della propria mente – racconta a Magzine Marta Perego, giornalista, autrice televisiva ed esperta di cinema –. Il parallelismo con Frankenstein è forte ma se da una parte abbiamo un mostro ossessionato dal suo creatore, dall’altro abbiamo una figura che si ribella a chi le ha donato la vita».
E’ un fantasy gotico e grottesco che affida alle straordinarie capacità attoriali di Emma Stone i temi dell’autodeterminazione, della libertà femminile e della lotta contro il patriarcato
Questa tendenza è evidente fin dai primi minuti della pellicola: Bella abbandona il suo nido, il suo porto sicuro, per andare alla scoperta dell’ignoto. Un viaggio in un mondo sconosciuto visto attraverso gli occhi di una bambina che gradualmente cresce lungo tutta la pellicola. La protagonista sperimenta in pieno la bellezza e l’oscurità del mondo in cui vive, un viaggio che la avvicina ad un altro grande personaggio che ha segnato il 2023: la Barbie di Margot Robbie.
«Lanthimos completa il percorso cominciato da Greta Gerwig, portando a compimento un processo di liberazione che, come la bambola Mattel, affronta un viaggio di scoperta scevro di ogni stereotipo culturale ed educativo imposto dalla società». Apprezzatissimo dalla critica, Povere Creature ha già ottenuto due Golden Globe, un Leone d’Oro a Venezia e undici candidature agli Oscar, tra cui quella per la migliore attrice protagonista grazie alla straordinaria interpretazione di Emma Stone. «La partita si giocherà tra lei e Lily Gladstone, la protagonista di Killers of the flower moon – continua Perego –. Si tratterebbe del secondo Oscar per Stone, dopo il travolgente successo di La La Land, che certificherebbe la straordinarietà di questa incredibile protagonista della contemporaneità cinematografica». Agli Oscar manca poco più di un mese, ma un dato è certo: il femminismo ha già un nuovo volto, quello di Bella Baxter, un personaggio di rottura, spudorato ma proprio per questo estremamente contemporaneo e necessario.