Il giornalismo viene definito il “Quarto potere”. Questa definizione non è stata coniata a caso: in effetti, il potere di influenza che la stampa ha sull’opinione pubblica è molto grande. I mezzi d’informazione sanno farsi paladini dei più deboli, degli emarginati, e dovrebbero agire come guardiani della democrazia contro gli abusi di potere di ogni sorta, e dovrebbero scardinare i pregiudizi depositati nel pensiero comune. Più spesso, i giornalisti si mettono al servizio di quei poteri che avrebbero dovuto e potuto sorvegliare, tacendo sugli errori della politica e manipolando l’opinione pubblica. Per la nostra rubrica cinematografica della domenica, vi proponiamo cinque film su questo tema, in un’epoca in cui i mezzi di informazione hanno quintuplicato il potere di influenzare il pensiero delle masse, più di quanto non ne abbiano mai avuto in passato.
Quarto Potere (1941)
Nel 1941 il regista Orson Welles porta sugli schermi Citizen Kane (titolo italiano: Quarto potere). Il film racconta la storia di Charles Foster Kane, un magnate della stampa che utilizza i propri giornali per manipolare l’opinione pubblica e acquisire sempre più potere personale. Il film è considerato tutt’oggi uno dei migliori film mai realizzati e la sua trama è ispirata alla vita del barone della stampa americana William Randolph Hearst che cercò di utilizzare il suo impero mediatico per boicottare il film. Quarto potere mette a nudo una delle peggiori degenerazioni del giornalismo: da strumento di informazione e guardiano del potere, esso stesso può diventarne uno strumento.
Fonte: Movietele.it
Good night, and Good Luck (2005)
Nel 1953 gli Stati Uniti stanno vivendo la Red Scare, la paura rossa, cioè il sospetto che finacheggiatori del comunismo, legati all’Unione sovietica, possano essersi infiltrati nelle istituzioni. Il senatore Joseph McCarthy sfrutta questo clima per guadagnare consenso, inscenando una serie di processi contro cittadini innocenti accusati di essere infiltrati comunisti, il tutto senza presentare prove concrete. Il conduttore televisivo della CBS Ed Murrow sfida apertamente il senatore, mettendone a nudo i metodi antidemocratici, utilizzati più per le ambizioni politiche personali che per scoprire reali infiltrazioni. Per questa sua battaglia, Murrow dovrà affrontare ritorsioni da parte dei suoi stessi editori e di persone vicine a McCarthy. Il film si chiude con un monologo del conduttore, chiuso con la sua storica frase rivolta agli spettatori: “Good night and good luck”, “Buona notte e buona fortuna”.
Fonte: Mymovies.it
The Post (2017)
Nel 1971 il New York Times viene in possesso dei Pentagon Papers, uno studio commissionato dal segretario alla Difesa Robert McNamara, che rivela come il governo abbia mentito al popolo americano sull’andamento della guerra in Vietnam per trent’anni. La Casa Bianca di Nixon intenta una causa legale contro il Times, a cui viene vietato di pubblicare ulteriori documenti. Ben Bradlee, direttore del Washington Post, e Catherine Graham, proprietaria del giornale, sfidano il tentativo di censura pubblicando a loro volta i documenti. Si apre così una dura battaglia legale e la posta in gioco è niente meno che la libertà di stampa e il suo ruolo di guardiana del potere. Dal canto suo Catherine Graham deve anche affrontare i pregiudizi contro di lei; essendo una donna, infatti, molti mettono in dubbio la sua capacità di guidare il giornale.
Fonte: aforismi.meglio.it
La ragazza nella nebbia (2017)
Stampa e crimine. Pur di consegnare un colpevole al pubblico, l’ispettore Vogel mette in scena un teatrino mediatico sul caso della scomparsa di Anna Lou. Lo fa con l’aiuto della giornalista Stella Honer, che, ingannata dallo stesso ispettore, dà in pasto ai media il volto del presunto colpevole, il professor Martini. La ragazza nella nebbia è un film in cui il potere della stampa si mescola con il potere delle autorità, e la verità dei fatti si confonde con l’avidità di un ispettore che non sa perdere. La verità appartiene ai giornalisti, ed è quello che dimostra una cronista, rivelando prove dell’innocenza di Martini, smascherando l’ispettore Vogel e le sue indagini compromesse. La sua reputazione da cacciatore di mostri non cede alla verità e, con i suoi strumenti, Vogel mette in atto un intricato piano di manipolazione. Il film, diretto da Donato Carrisi, è tratto dall’omonimo romanzo del regista.
Fonte: Mymovies.it
La giusta distanza (2007)
Il film di Carlo Mazzacurati, ambientato in un paese del Veneto, mette in luce la persistenza dei pregiudizi razziali. Una giornalista investigativa indaga sull’omicidio di una donna, in cui un uomo di origini tunisine è stato ingiustamente accusato. Le sue indagini rivelano la colpevolezza di un abitante locale, scontentando la comunità che avrebbe preferito confermare il proprio pregiudizio contro lo straniero. La giusta distanza offre una riflessione penetrante sulla difficoltà di superare i pregiudizi razziali, sottolineando il forte senso di giustizia della stampa e della comprensione corretta dei fatti per costruire una società più equa.
Fonte: Mymovies.it




