La corsa agli Oscar 2023 è iniziata da tempo, a essere fiscali è cominciata dal primo gennaio dell’anno scorso, la prima data disponibile per l’eleggibilità di un film. Poi segue il passaggio in sala per almeno sette giorni consecutivi e il 31 dicembre la prima tranche di votazioni dei circa 6000 membri dell’Academy. È un percorso a tappe quello che porta dritti alla 95 edizione del prossimo dodici marzo, oggi a Los Angeles si è compiuto il penultimo atto: le nominations.
Quest’anno sono stati Riz Ahmed (The Sound of Metal) e Allison Williams (Get Out) ad annunciare i candidati per ogni categoria. Come al solito ci sono state conferme e sorprese.
EVERYTHING EVERYWHERE ALL AT ONCE
I Daniels (Daniel Kwan e Daniel Scheinert) prima di quest’anno erano sconosciuti ai più, eppure alla A24 ne hanno compreso il valore permettendo loro di scrivere e realizzare un film sul multiverso. Everything Everywhere All At Once, il film che ha raccolto più candidature – ben 11 – è un’opera assurda e difficile da descrivere. Un montaggio estremo, personaggi che si muovono nel tempo e nello spazio, ma soprattutto un messaggio profondo che parte da una trama semplicissima che si complica sempre di più. Negli Stati Uniti una famiglia di immigrati cinesi non riesce a pagare le tasse per mandare avanti la propria lavanderia: Waymond sta cercando il coraggio di consegnare le carte del divorzio a sua moglie Evelyn, mentre il Capodanno cinese si avvicina e loro figlia Joy ha intenzione di presentare la sua fidanzata Becky al nonno. Come avveniva nell’assurdo e commovente Swiss Army Man, il surrealismo e la comicità portano con essi un messaggio molto più profondo di quanto possa sembrare all’apparenza.
I FILM
Tra i migliori film candidati, insieme al sopracitato lavoro dei Daniels, il grande favorito è The Fabelmans di Steven Spielberg[/]. Già premiato ai Golden Globes, è il primo e unico tentativo autobiografico del grande regista americano. Un racconto familiare che attraversa gli anni della sua gioventù per mezzo del quale Spielberg omaggia il cinema parlando della sua vita. Nella lista dei magnifici 10 non potevano mancare i campioni di vendite Avatar, Top Gun e Elvis, ma soprattutto il vincitore della Palma d’oro Triangle of Sadness e l’acclamato L’isola degli spiriti, miglior sceneggiatura a Venezia[/]. Escluso eccellente Bones and All di Luca Guadagnino, più prevedibili invece le mancate candidature di Babylon di Damien Chazelle ed Empire of the Light di Sam Mendes.
Le principali sorprese sono però arrivate nella cinquina dei film stranieri. Sapevamo già, purtroppo, dell’esclusione di Nostalgia di Mario Martone, ma in pochi si aspettavano di non vedere nella lista Decision to Leave del sud-coreano Park Chan-wook (il regista di Oldboy per chi non lo riconoscesse) e Bardo di Alejandro González Iñárritu. Il grande favorito a questo punto sembra essere Argentina,1985, un po’ più indietro Close e Eo. Tuttavia, c’è forse la sorpresa più grande di questa edizione degli Oscar che potrebbe portarsi a casa la statuetta e si tratta di un film tedesco.
NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE OCCIDENTALE
Il film diretto da Edward Berger e distribuito da Netflix, come si evince dal titolo, è il secondo adattamento cinematografico del romanzo di Remarque. Il primo è il celebre film del 1930 di Lewis Mileston, vincitore tra l’altro proprio di due Oscar come miglior film e miglior regia. Questa nuova trasposizione ha ottenuto 9 candidature (tante quante L’isola degli spiriti) e non solo è nella cinquina dei film stranieri, ma a sorpresa anche tra i dieci migliori in assoluto. Un exploit inaspettato che comprende anche varie nominations tecniche oltre che quella alla miglior sceneggiatura non originale.
I REGISTI E GLI ATTORI
Quelle degli attori e dei registi sono forse le categorie che più di tutte hanno rispettato i pronostici. Tra i protagonisti maschili se la giocheranno Colin Farrell (L’isola degli spiriti), Austin Butler (Elvis) e Brendan Fraser con la sua incredibile trasformazione fisica in The Whale di Aronofsky. Ancora più asserragliata la contesa per il non protagonista con Brendan Gleeson (L’isola degli spiriti), Judd Hirsch (The Fabelmans) e Ke Huy Quan (Everything Everywhere All At Once). Per quanto riguarda le donne Cate Blanchett (Tàr) è la strafavorita insieme alla protagonista del film dei Daniels Michelle Yeoh. Nell’elenco anche Ana de Armas per la sua Marilyn Monroe e Michelle Williams (The Fabelmans). Per il premio di miglior attrice non protagonista invece spiccano su tutte le candidature di Jamie Lee Curtis e Stephanie Hsu (Everything Everywhere All At Once) e quella di Angela Bassett (Black Panther-Wakanda Forever).
Zero sorprese nel quintetto dei registi con Spielberg, McDonagh, Daniels, Östlund e Todd Field.
Tra i documentari invece in molti danno per certa la vittoria di All the Beauty and the Bloodshed, già trionfatore a Venezia.
I PREMI TECNICI
Se per gli effetti speciali tutto sembra condurre al monumentale Avatar 2 di James Cameron, discorso diverso vale per quanto riguarda montaggio – Paul Rogers (Everything Everywhere All At Once), Nielsen (L’isola degli spiriti) e Eddie Hamilton (Top Gun) sono i favoriti – e fotografia dove oltre al pluripremiato Roger Deakins (Empire of the Light) se la giocheranno soprattutto Khondij (Bardo), James Friend (Niente di nuovo sul fronte occidentale) e Mandy Walker (Elvis).
Se Babylon tra i favoriti per la colonna sonora e la scenografia, per l’editing sonoro se la giocheranno su tutti Top Gun, Avatar, The Batman ed Elvis.
E L’ITALIA?
L’Italia purtroppo quest’anno porta solo due nomi a Los Angeles: Alice Rohrwacher e Aldo Signoretti. La prima è in lizza per il miglior cortometraggio con il suo racconto natalizio Pupille distribuito da Disney e realizzato insieme al regista Alfonso Cuaron, il secondo concorrerà per il miglior trucco nel film Elvis. Se si cerca in fondo, quasi a raschiare il barile, potremmo dire che un pizzico d’Italia ce l’abbiamo nei film d’animazione, nel personalissimo e favoritissimo Pinocchio di Guillermo del Toro. Un adattamento che ha spostato la storia sotto il periodo fascista, in una Penisola in miniatura realizzata in stop-motion.




