Migliaia di voci si uniscono in un solo coro. I colori delle sciarpe si mescolano con quelli del bandierone, che sventola ininterrottamente dalla transenna che si affaccia sul campo da gioco. L’atmosfera si riempie dei rumori dello stadio, i tamburi scandiscono il tempo, le mani battono a ritmo. La liturgia degli ultras si ripete ogni maledetta domenica all’interno dei settori più caldi, le così dette curve. Un luogo di cui spesso si parla senza una reale cognizione di causa e unicamente in seguito ad episodi di cronaca nera, come è successo recentemente per i fatti di Inter-Napoli, dove un tifoso ha perso la vita negli scontri di Via Novara. Il sociologo Milton Friedman scrisse che «Quando la società non comprende un fenomeno, allora tende a demonizzarlo ». In parte, è proprio ciò che accade con il tifo organizzato, spesso frainteso dall’opinione pubblica, o strumentalizzato dai mezzi d’informazione.

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