Milano: famiglia, lavoro, divertimento. Sono queste le tre parole che descrivono Talan Alper, kebabbaro diciannovenne del quartiere di Lambrate, e che riassumono anche l’atmosfera che anima il locale in cui lavora già da due anni. Aperto dal padre sette anni fa, insieme ad altri tre negozi situati fra Milano e Varese, l’“Ayasofya Istanbul Kebap” è a conduzione familiare. Infatti, con il giovane c’è suo zio che parla poco l’italiano. Sono piuttosto riservati sulla propria storia, ma si lasciano sfuggire che provengono da Adalia, una città nella Turchia meridionale che si affaccia sul mare. Lo zio ammette con malinconia: “Mi manca: dove c’è il mare si sta sempre bene”.

“La pandemia ha costretto la mia famiglia a chiudere due attività”, confida Talan. E in questo tempo sfortunato, lui sogna la sua città, Adalia, sul mare.

“Milano si è spopolata, le strade sono proprio più vuote”, ammette Talan guardando fuori dalla porta del locale. È questione di un attimo: gli occhi, neri come i capelli, vengono attraversati da un velo di malinconia. Si riprende immediatamente, pronto a servire il cliente appena entrato. Si muove deciso dietro al bancone molto pulito dove sono disposti gli ingredienti necessari per creare il kebap e gli utensili per cuocerlo.Il ragazzo, intanto, confida che, a causa della pandemia, la sua famiglia è stata costretta a chiudere una kebabberia. Purtroppo, anche altri negozianti di via Nicola Antonio Porpora, la strada su cui si affaccia il locale, si sono trovati nella stessa difficile situazione e hanno deciso di cessare le proprie attività. “La pandemia ha costretto la mia famiglia a chiudere due attività. In generale, la clientela è cambiata. Rispetto a due anni fa, quando si vendeva di più agli stranieri, ora la maggioranza delle persone che entra è italiana”. Non si tratta solo di studenti giovani che abitano nella zona, ma anche di lavoratori adulti. Sono ormai pochi i clienti fissi rimasti con cui è maturato un buon rapporto. Invece, la grande varietà di prodotti che si possono leggere sul menù è la stessa da sempre – dal kebab classico alla pizza più farcita, dalla carne grigliata ai dolci tipici turchi – ma i prezzi sono aumentati di recente.

Milano rappresenta per Talan la propria città ideale. “Non ho mai pensato di trasferirmi altrove”, confessa con un sorriso. Innanzitutto, perché è soddisfatto del lavoro che svolge e dell’ambiente intimo che lo circonda. E poi proprio perché Milano è così estesa ed eterogenea offre numerose opportunità per lavorare, maturare e divertirsi. Infatti, a fine giornata,  trascorre le sue serate fra Porta Venezia e i Navigli, centri della movida milanese, dove si incontra sempre qualche persona nuova con cui fare amicizia.