È passato poco più di un anno dall’assalto al Campidoglio americano del 6 gennaio 2021, in cui i sostenitori di Trump ricorsero alla violenza per contestare i risultati delle elezioni presidenziali che portarono alla vittoria di Biden. E ancora oggi Facebook è sotto inchiesta per non aver impedito il diffondersi sulla sua piattaforma di messaggi che incitavano e sostenevano la rivolta.

Contestualmente, in queste ultime settimane, ha preso forma l’idea di Mark Zuckerberg, proprietario di Facebook, di legare la propria piattaforma al Metaverso, l’universo virtuale dove gli utenti potranno interagire con gli altri grazie all’utilizzo di avatar tridimensionali. Il timore è che i problemi legati alla privacy e alla sicurezza degli utenti possano diventare sempre più ingestibili per l’azienda di Menlo Park.

La soluzione potrebbe essere applicare agli attuali social network e al futuro Metaverso gli standard di sicurezza proposti da Oasis, organizzazione senza fini di lucro che si occupa di privacy informatica e rappresenta numerosi player impegnati nel settore del Metaverso. Uno di questi standard prevede che le aziende si dotino di strumenti per la moderazione, con cui filtrare i contenuti negativi e autorizzare l’accesso degli utenti. Tiffany Wang, fondatrice di Oasis, dichiara: «A livello di sicurezza digitale, il web attuale non è più sostenibile. E con il Metaverso si rischia un peggioramento».

«A livello di sicurezza digitale, il web attuale non è più sostenibile. E con il Metaverso si rischia un peggioramento», dichiara Tiffany Wang, fondatrice di Oasis.

Un altro standard riguarda la creazione di sistemi di protezione dei dati personali. La quantità di dati presenti nel Metaverso sarà decisamente superiore a quella presente nelle attuali piattaforme. Dunque, secondo Wang, “nel nuovo universo digitale il rischio di tracciamento dei dati sarà altissimo”.

Oasis auspica che si possa sviluppare un dialogo con le varie istituzioni governative nel più breve tempo possibile. L’obiettivo è duplice: promuovere una maggiore diffusione degli standard e fissare norme giuridiche precise per punire le piattaforme ritenute colpevoli di non far rispettare le regole su privacy e sicurezza.

L’autoregolamentazione personale non potrà bastare nel Metaverso: è necessario che le aziende si attrezzino per preservare la sicurezza di ogni utente poiché “già il web attuale non è più sostenibile”, ricorda Wang.

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