Ha vinto la scheda bianca. E dopo il primo turno di votazioni per l’elezione del successore di Sergio Mattarella, non c’è nemmeno un Presidente.  Qualcuno lo dava per scontato. Perché già in mattinata è arrivata la prima sorpresa: mentre i grandi elettori convocati dal presidente Roberto Fico si recavano alla Camera per l’avvio della riunione in seduta comune, l’Ansa diffondeva la notizia dell’incontro avvenuto tra Mario Draghi e Matteo Salvini. Bilaterale confermato, sia pure in modo indiretto, da fonti di Palazzo Chigi che hanno risposto all’annuncio con un generico «no comment».

Ai momenti concitati delle trattative tra i partiti, si è sovrapposto un lutto avvenuto in casa Forza Italia: si è spento alla vigilia dell’apertura delle votazioni il deputato Vincenzo Fasano. A ricordarlo è stata Rossella Sessa arrivata a Montecitorio per partecipare alla seconda chiama. La deputata forzista gli subentrerà domani, quando la sua elezione verrà convalidata con una procedura d’urgenza.

Prima giornata di consultazioni, conclusasi con un terzo di schede bianche. E si lavora per trovare un nome “che unisca il Paese”

I grandi elettori resteranno dunque 1009: 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali, tre per ogni regione, fatta eccezione per la Valle d’Aosta che ne ha solo uno, secondo la procedura designata dagli artt. 83, 84, 85 della Costituzione. Anche i grandi elettori positivi al Covid hanno avuto l’opportunità di partecipare, votando in via eccezionale nel seggio drive-in allestito all’esterno di Montecitorio. Nonostante questo, non sono mancati episodi di tensione: la deputata no vax Sara Cunial non ha potuto votare nel seggio speciale per elettori positivi o in quarantena. Per accedervi avrebbe dovuto trasmettere alla Camera il certificato medico comprovante lo stato di positività o isolamento. Allontanata dall’area si è detta «pronta a querelare il Presidente della Camera Roberto Fico e a invalidare l’elezione del Presidente della Repubblica».

Al termine della giornata si conferma l’assenza di convergenza tra i partiti sul nome del candidato. Solamente Azione e +Europa hanno ribadito il proprio sostegno, fin dal primo scrutinio, all’attuale ministro della Giustizia. Tramite le parole di Emma Bonino i due partiti dichiarano che «la Cartabia ha un curriculum adeguato e grande esperienza in uno dei settori più disastrati del nostro Paese, ovvero la giustizia».

La presidente di FdI Giorgia Meloni, invece, nel confermare la contrarietà all’ipotesi di un Mattarella-bis per traghettare il Governo a fine legislatura, questa mattina ha proposto la candidatura del magistrato Carlo Nordio. Esternazione che ha colto in contropiede l’alleato di coalizione Matteo Salvini, impegnato a conquistarsi il ruolo di regista per arrivare a un patto di legislatura su un nome di alto profilo.Il Partito Democratico e la Lega al termine dell’incontro tra Salvini e Letta avrebbero aperto un dialogo positivo su una serie di ipotesi che verranno riviste domani.

Allo stesso esito avrebbe portato anche il dialogo tra il leader della Lega e il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.Fonti del M5s affermano che c’è stata «totale sintonia sulla necessità di rafforzare e intensificare il confronto per mettere da parte al più presto le schede bianche e scrivere un nome che unisca il Paese». Impresa ardua, ma non impossibile.