Nonostante la fase 2 sia iniziata ormai da una settimana, il ritorno alla routine degli spazi esterni, che caratterizzava le giornate di ogni italiano e di ogni essere umano, è ancora lontana dall’essere ripresa. Fra aperitivi su Skype, flashmob sul balcone e panificazioni del fine settimana, in questi due mesi tutti hanno evoluto, in un modo o in un altro, il rapporto e il legame con le proprie case.Di tutta questa umanità, compressa fra le mura domestiche, Cristina Puccinelli, attrice e regista, ne ha identificato un frame, un oggetto che meglio di altri incarna quella che per tanti è una quarantena destinata ancora a durare: il divano di casa, come comune denominatore ai lockdown di ognuno di noi; tutti diversi, ma simili fra loro.

Cristina Puccinelli

Cristina Puccinelli, foto di Federico Ferrantini

 

«L’idea era quella di raccogliere un po’ di intimità di questo momento» racconta l’attrice lucchese, che ha dato come titolo provvisorio al proprio progetto, che vedrà luce il prossimo giugno, un esplicativo Divani nel 2020.Un mediometraggio partecipato, «lungo al massimo una cinquantina di minuti e dove ogni persona è autrice del video che invia», prosegue Cristina Puccinelli, che definisce questi contributi come delle «cartoline di solitudine», con il divano come sfondo. Una sorta di documentario, dunque, dove ogni attore, professionista o improvvisato, raccoglie in video un po’ di quell’intimità che l’ha accompagnato in questi mesi.

«Il divano è lo spazio più indicato per farlo – commenta Puccinelli – perché rappresenta un habitat personalissimo, dove si trovano le realtà che si vivono in prima persona.Nei contributi che ho ricevuto finora, è un tratto che è emerso con forza, seppur differenziato di volta in volta. C’è gente che già da prima viveva molto la propria casa, e il proprio divano, ma per altre non è stato sempre così; poi c’è la differenza nel viverlo a seconda se si è donne o uomini. O ancora, se si è attori comici o drammatici; alcuni contributi che mi sono arrivati sono stati molto originali, e divertenti; altri, invece, più filosofici».

Oltre che il divano, il filo conduttore dei diversi videoclip è il legame fra lo spazio interno ed esterno. Un’idea che ha iniziato a formarsi, nella testa di Cristina Puccinelli, dopo una dozzina di giorni di quarantena forzata. «Le prime due settimane le ho passate da sola – confida l’attrice – e c’era una sensazione di straniamento, con tutto che si trasforma, tu che ti ritrovi a stare con te stessa, ad avere pensieri diversi, nonostante si rimanga immobili, a casa propria. Per Divani nel 2020 avevo quindi chiesto che questi momenti emergessero durante la proiezione verso il fuori: nel mezzo di una videochiamata, a comprare qualcosa su internet oppure affacciati al balcone per parlare con un vicino, ma per poi rientrare e trovarsi soli, in quello stesso spazio che ha come chiave narrativa il divano».

Questi giorni, che per molti italiani hanno dei vaghi contorni di un ritorno alla normalità, per Cristina Puccinelli non sono troppo differenti rispetto a quelli che li hanno preceduti. «Questo perché certi atteggiamenti assunti nella fase 1 non si sono ancora persi, e tornare fuori non sarà per tutti così semplice».Ed è proprio per questo che il progetto di selezione per i contributi che confluiranno in Divani nel 2020 proseguirà fino al 30 maggio, allargandosi anche ai lettori di Magzine, cui la regista si rivolge.

L’attrice e regista Cristina Puccinelli lancia un progetto di medio-metraggio in cui il divano è protagonista: «Sono cartoline di solitudine dove ogni attore, professionista o improvvisato, raccoglie in video un po’ di quell’intimità che l’ha accompagnato in questi mesi.»

«Chi avesse un‘idea può mandare il proprio video-contributo via WeTransfer alla mail 20divani@gmail.com, dove potete scrivermi anche per ulteriori spiegazioni.La cosa che vi accomunerà tutti è, appunto, il vostro divano. Potete fare davvero quello che volete. Raccontate cosa sta cambiando nel vostro atteggiamento, cosa pensate, cosa volete, se ci sono rammarichi, a cosa rinunciate, cosa per voi è più importante in questa circostanza. Il contenuto può essere comico, drammatico, silenzioso, sportivo: non ci sono limiti, tutto è lecito. Ognuno di voi sarà un’istantanea di questo periodo storico».