Per sopravvivere al 2016 i media europei devono innanzitutto stare al passo con gli effetti che la digitalizzazione ha avuto sul panorama dell’editoria. In Germania, ad esempio, la piattaforma olandese Blendle, che consente la lettura di articoli in lingua inglese e tedesca di grandi testate come Spiegel Wall Street Journal sta ottenendo sempre più successo, evidenziando come i tedeschi, anche sotto i 35 anni, siano disposti a pagare per il giornalismo di qualità.

Anche nell’Europa dell’est si sta investendo nel settore digitale e si farà sempre più affidamento al gradimento dei lettori, poiché ormai i social network impongono livelli più alti di qualità e trasparenza ai giornalisti.

In altri casi invece le previsioni non sono positive: in Polonia il governo ha annunciato nuove e controverse riforme sulla legislazione dei media che, ad esempio, consentiranno al governo in carica di nominare i vertici della televisione e della radio pubbliche; o come in Portogallo, in cui l’anno è partito con ingenti tagli a testate giornalistiche, ora a rischio di fallimento.

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