«È un locale moderno e di design: ci piace cambiare spesso», sottolinea Fatia mostrandomi la saletta interna da poco rinnovata. Sedie e divanetti rossi, carta da parati nera e bianca a tema cucina, fotografie di viaggi, ma anche strisce di erba sintetica a incorniciare il banco frigo e innumerevoli cartoni di pizza con i colori della bandiera italiana. Così si presenta il ristorante-pizzeria Da Vinci. Non solo specialità turche e kebap – con la p finale, così come si scrive nella sua lingua d’origine – ma anche piatti italiani, come pasta e pizza, per accontentare la variegata clientela.

«È un locale moderno e di design: ci piace cambiare spesso», sottolinea la cameriera Fatia.

Quando entro nel locale, però, non c’è traccia di potenziali avventori. Il quartiere di Dergano, periferia Nord di Milano, non è molto popolato alle quattro del pomeriggio di un giorno lavorativo. Fatia, la cameriera marocchina, sta passando l’aspirapolvere tra i tavoli ed è lei la prima a raccontarmi qualcosa del locale, non prima di avermi fatto accomodare, offrendomi una tazza di çay turco, nel tipico bicchiere allungato e con una zolletta di zucchero. Il tè è la bevanda più gettonata del locale. «Molti clienti lo chiedono appena seduti e anche dopo aver finito di mangiare», mi spiega, restando in piedi davanti al tavolo a cui sono seduto.

Dietro al bancone, con il cappello da chef in testa, c’è Mustafa, uno dei due titolari, impegnato a preparare gli impasti per i clienti che arriveranno durante la serata. «Sono arrivato in Italia dalla Turchia vent’anni fa e con mio fratello abbiamo rilevato questa attività nel 2019», racconta Mustafa con le mani in pasta. Il fratello adesso è in trasferta a New York «per aggiornarsi sulle cucine del mondo – spiega –. Cerchiamo sempre di inserire nuovi piatti nel nostro menù». Di questa commistione culinaria ne sono testimonianza le gigantografie dei piatti appesi all’interno e sulle vetrine: si può scegliere tra un hamburger e una pizza margherita oppure tra l’insalata russa e il saç tava. I clienti tipo del Da Vinci sono tanti quante sono le culture che gravitano intorno a Dergano. «Da noi vengon: bengalesi, pachistani, cinesi, italiani e ovviamente turchi, ce ne sono tanti che studiano al Politecnico qui vicino», dice Mustafa.

Il Da Vinci, così come il quartiere che lo ospita, è un crogiolo di storie, dove persone provenienti da diverse parti del mondo si incontrano non solo per strada, ma anche a tavola, davanti a una pizza, a un kebap oppure a un piatto di köfte.