Alì e Daniela si conoscono a Milano nel 2005, lei rumena e lui turco. S’innamorano una sera d’estate quando Daniela affamata si rifugia nel locale di Alì dopo una serata in discoteca. “È stato amore a prima vista”, racconta lei con occhi caldi. “Davet” è il nome del locale che apriranno insieme undici anni dopo in piazzale Porta Genova 2.Milano è una città che li fa sentire liberi e felici anche se confessano di sentirsi molto stanchi per via delle ore di lavoro interminabili.
“È stato amore a prima vista”, racconta Daniela con occhi caldi. Lei è rumena e conosce il turco Alì nel 2005. Tutto il resto è ormai storia e si chiama “Davet”
Mi spingo un po’ più in là rispetto a quello che è il mio compito e chiedo loro se hanno figli: è stato il momento più intenso dell’intervista. Alì e Daniela vorrebbero metter su famiglia ma gli orari lavorativi sono troppo impegnativi e glielo impediscono. “Mettere al mondo un figlio vuol dire vederlo crescere. E noi non potremmo”, mi spiega lei mentre guarda lui in segno di approvazione.
Intanto, mi offrono qualcosa da mangiare e percepisco dai loro sguardi il desiderio di voler parlare ancora; Alì racconta che da bambino sognava di diventare un meccanico ma il destino l’ha portato in un ristorante di kebap in Germania quando aveva solo ventidue anni. “È lì che ho imparato a cucinare, guardavo tutto con attenzione. Volevo fare mio quel mestiere”.
A Daniela invece importava solo lasciare il suo Paese e viversi quella libertà che in Romania tanto le mancava. Guardandoli attentamente diventa facile capire che sono una cosa sola, insieme si sentono invincibili e l’hanno dimostrato anche quando la pandemia li ha costretti a trascorrere interi giorni sul divano. Oggi “Davet” è un locale molto apprezzato grazie al sacrificio di quei due giovani ragazzi che sognavano un futuro diverso. Nel frattempo entrano alcuni clienti: Alì piomba subito in cucina e l’intervista si conclude con Daniela.
“Oggi ti senti felice?”, chiedo. Dopo qualche minuto di titubanza, Daniela risponde di sì. All’uscita del locale mi tornano in mente le parole di lei quando le ho chiesto il significato del nome “Davet” poco prima di partire con le domande. Significa “invito” in turco. E aggiunge: “Quando i clienti entrano devono sentirsi in famiglia”. È vero: il calore di quella famiglia circolava nell’aria durante tutta l’intervista.
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