Musk ha accusato Apple di voler rimuovere Twitter dal proprio Store senza un vero motivo e ha dichiarato che la tech-company di Cupertino ha interrotto quasi del tutto le pubblicità sul social network. Il possibile ban è stato annunciato dallo stesso Musk lo scorso 28 novembre: «Apple minaccia di ritirare Twitter dal suo Store, ma non ci vogliono dire il perché». Tutto questo sembra confermare i timori di Apple riguardo alla moderazione dei contenuti su Twitter.

L‘ex capo della fiducia e della sicurezza della piattaforma social, dimessosi subito dopo l’acquisizione da parte di Musk, ha paventato la possibilità di espellere il suo social da App e Google Store, creando non pochi problemi all’uomo più ricco del mondo. Le linee guida di Apple prevedono il rifiuto di app che abbiano “contenuti che oltrepassino il limite”, secondo criteri definiti dalla stessa Apple. A inizio novembre Phil Schiller, il responsabile dello Store di Apple, ha cancellato il suo account Twitter: un gesto che non è passato inosservato.

«Apple ha interrotto quasi del tutto le pubblicità su Twitter. Odiano la libertà di parola negli Stati Uniti?», ha twittato Musk lo scorso 28 novembre, taggando nientemeno che il CEO della tech-company Tim Cook. Secondo uno studio di Pathmatics, la pubblicità di Apple su Twitter è diminuita nettamente da quando Musk ha acquisito la società. Il patron di Tesla, che si autodescrive come “un fautore della libertà di espressione”, ha messo in allarme molti inserzionisti, preoccupati da una possibile proliferazione di discorsi d’odio su Twitter.

Molte grandi aziende hanno smesso di investire sulla piattaforma, a maggior ragione dopo la malriuscita riforma sui sistemi di verifica degli account, che ha portato ad un aumento del numero di profili falsi. La scorsa settimana Musk ha annunciato “un’amnestia generale” per i profili Twitter sospesi, aprendo la strada al ritorno sulla piattaforma di figure come Donald Trump, il suo consigliere Steve Bannon, e la commentatrice britannica di estrema destra Katie Hopkins.

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