A gennaio un annuncio ufficiale di Netflix prevede una stretta nella gestione delle password condivise degli abbonati tramite indirizzi Ip, id dei vari dispositivi e attività degli account. Solo qualche settimana dopo il dietro front, fino a una nuova definizione nella strategia degli abbonamenti che prevede rincari, ma che per ora non sembra riguardare l’Italia.
Le modifiche alla possibilità di condividere l’account con persone non residenti nello stessa casa partirà, infatti, da quattro Paesi: dapprima il Canada, seguito da Nuova Zelanda, Portogallo e Spagna. Per poter continuare a condividere un unico profilo, gli utenti di questi Paesi dovranno pagare un sovrapprezzo.
In Canada e Nuova Zelanda l’azienda sta iniziando ad addebitare ai clienti dei programmi Standard e Premium 7.99 dollari al mese, a cui bisogna aggiungere gli aumenti al servizio che la compagnia ha imposto negli ultimi mesi. I clienti potrebbero finire quindi per pagare fino a 37 dollari al mese per un servizio che nel 2010 ne costava otto. Per i clienti spagnoli la tariffa scende a 3.99 euro al mese e in Portogallo torna a salire a 5.99 euro.
L’annuncio della scelta è da cercare sul sito ufficiale della società di Los Gatos, in California: «Abbiamo sempre reso facile per le persone che vivono insieme condividere il proprio account Netflix con funzionalità come profili e streaming multipli che hanno anche creato confusione. Oggi, oltre cento milioni di famiglie condividono account, il che influisce sulla nostra capacità di investire in nuovi fantastici film e programmi tv». Queste le parole di Chengyi Long, direttrice della sezione Innovazione del prodotto.
Il Portogallo, però, è già sul piede di guerra: alcuni deputati hanno lanciato l’allarme riguardo al modo di operare di Netflix, che metterebbe in discussione la legalità e il rispetto della privacy e dei dati personali dei clienti nelle procedure con cui la società di streaming intende verificare l’uso dei profili condivisi.
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