Il 24 febbraio 2022 segna l’inizio della guerra in Ucraina. Un anno di combattimenti, di feriti e di morti. Quel giorno di un anno fa le truppe russe iniziarono un’invasione che ancora oggi determina il destino del popolo ucraino. Già nel marzo del 2022 la Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) e la Federazione europea dei giornalisti (Efj) avevano lanciato un fondo speciale per la sicurezza per i giornalisti ucraini destinato, in particolare, al Sindacato nazionale dei giornalisti ucraini (NUJU) e al Sindacato dei media indipendenti dell’Ucraina (IMTUU). L’iniziativa è stata spalleggiata fin da subito dalla comunità giornalistica mondiale e ha consentito di aprire sei centri di solidarietà per giornalisti in tutta l’Ucraina, gestiti dal Sindacato nazionale dei giornalisti ucraini (NUJU).

A un anno di distanza dall’inizio del conflitto i media ucraini non sono stati dimenticati. L’Ifj e l’Efj hanno lanciato, infatti, una nuova campagna di raccolta fondi per continuare il sostegno a distanza e per tenere accesi i riflettori su una ferita ancora aperta: «I cronisti ucraini hanno più che mai bisogno del nostro supporto», riporta il claim.

Il report annuale dell’Ifj, pubblicato di recente, mette in evidenza il numero dei giornalisti uccisi in Ucraina lo scorso anno durante la guerra: 12 in tutto, tra cronisti e operatori dei media. L’obiettivo della nuova raccolta fondi, diffusa anche online con l’hashtag #SupportUkranianJournalists, è di contenere questa tragedia. «La guerra si trascina e il denaro sta finendo», si legge in in una nota delle due Federazioni dei giornalisti.

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