Di mafia nigeriana bisogna parlare al plurale. Come per la criminalità organizzata italiana, esistono diverse sfaccettature e clan, ognuno con le proprie specificità e competenze. “Controllo della tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione e narcotraffico internazionale sono il cuore dei loro business”, spiega a magzine.it Leonardo Palmisano, sociologo, ricercatore e autore di Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana. In Italia l’attività criminale ha un giro d’affari valutato in centinaia di milioni di euro l’anno e coinvolge migliaia di persone, tra sfruttatori e sfruttati. I vertici, però, si restringono in alcune decine di mafiosi, che spesso rimangono in Nigeria. Nella Giornata della memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, Palmisano spiega che a rimanere schiacciati da queste organizzazioni criminali sono soprattutto le donne “già sfruttate in Nigeria e in Libia, che vengono introdotte all’interno del mercato del sesso come schiave”.

Palmisano: “La mafia nigeriana non arriva in Italia con i barconi: i capi entrano regolarmente in aereo”. La domanda di sesso e stupefacenti a basso costo sono il terreno che ne ha permesso lo sviluppo

Da quando e in quali zone sono attive le mafie nigeriane in Italia?
In Europa abbiamo prove della mafia nigeriana in Inghilterra dall’inizio degli anni Ottanta. Era una mafia che spacciava stupefacenti nei quartieri operari, ad esempio nella città di Manchester. In Italia la presenza nigeriana c’è da circa quindici anni. È aumentata molto negli ultimi cinque anni, perché è cresciuta la domanda di sostanza stupefacenti a basso costo e di sesso a pagamento a basso costo. Non ci sono differenze tra le varie regioni Italiane, le mafie nigeriane si adattano alla domanda di sesso e stupefacenti presente nelle varie zone.

Come è arrivata in Italia la mafia nigeriana?
È arrivata per la sempre maggiore domanda di prostituzione. I capi delle mafie nigeriane sono migranti regolari, le donne sfruttate invece sono irregolari. Non è vero, però, che i grandi mafiosi di queste organizzazioni criminali arrivano con i barconi. Dal mare arrivano solo gli schiavi che vengono sfruttati. I capi raggiungo l’Italia soprattutto in aereo, ma i vertici spesso restano in Nigeria da dove gestiscono gli affari.

Ci sono legami con le mafie italiane?
Sì, è ampiamente dimostrato. Alcune volte il legame è di subordinazione. Ad esempio ci sono convenzioni tra la criminalità italiana che importa sostanze stupefacenti e la mafia nigeriana che si occupa dello spaccio e della distribuzione. In questo contesto l’egemonia criminale nigeriana non si sostituisce a quella italiana. Anzi, se prova a sostituirla viene soppressa.

Come funziona l’affiliazione alle mafie nigeriane?
L’affiliazione alle mafie nigeriane avviene per prove. Gli uomini si legano al sistema criminale con atti di sangue. È tipico delle organizzazioni mafiose. La prova è un gesto di coraggio feroce, che consente al sistema criminale di riconoscere la competenza di chi si vuole affiliare. Vengono richiesti accoltellamenti e stupri per entrare a fare parte di queste mafie, per vincolare il nuovo membro all’organizzazione con un legame di segretezza.

C’è una gerarchia all’interno delle mafie nigeriane?
Le mafie nigeriane sono organizzate in commissioni e hanno a disposizione molte persone. Serve quindi una stretta divisione dei compiti e dei lavori perché tutto funzioni come si deve. C’è una concentrazione del potere in mano di alcuni capibastone, che sono sempre persone molto colte. Non dimentichiamoci che queste organizzazioni nascono all’interno di consorterie studentesche, associazioni sindacali e religiose. Sono mafie che somigliano a Cosa nostra prima dei Corleonesi.

Chi sono le vittime delle mafie nigeriane e dove vengono reclutate?
Tutto avviene nel Centro Africa, dove vengono reclutate le prostitute. Spesso le ragazze vengono introdotte all’interno del mercato del sesso come schiave, per ripagare i debiti delle famiglie. Queste donne sono già sfruttate in Nigeria, mentre in altri casi l’assoggettamento delle donne avviene in Libia.

Come sono state raccolte le informazioni sulla mafia nigeriana? Esistono pentiti?
Molte informazioni arrivano dalle intercettazioni, altre da come si comportano i nigeriani in carcere. Spesso chiedono di essere trasferiti da una sezione all’altra del carcere, dove si trovano altri nigeriani. Questo rivela che hanno relazioni pregresse con organizzazioni presenti nella sezione di trasferimento e così partono le indagini.