Contro i sondaggi, contro la pioggia, contro il voto degli iscritti: Elly Schlein è la nuova segretaria del Partito Democratico. Una giovane trentasettenne alla guida del principale partito di sinistra in Italia che è riuscita a spodestare Stefano Bonaccini, colui di cui è stata vice alla regione Emilia-Romagna. Una rivincita non solo personale, ma di un’importante fetta dell’elettorato democratico: Schlein si è proposta di rappresentare i giovani, gli ultimi e le minoranze, e questi hanno voluto affidarsi a lei.
Oltre un milione di votanti: un risultato deludente se si considera la progressiva perdita di partecipanti alle primarie (nel 2007 erano stati 3,5 milioni), ma un successo considerando l’astensione record registrata negli ultimi appuntamenti elettorali. Bisogna anche dire che, probabilmente, la giornata di pioggia ha influito sul numero ridotto di partecipanti. Il primo risultato semi-ufficiale è arrivato ieri sera alle 23, quando la deputata Roggiani ha annunciato dalla sede romana del Partito Democratico i dati: all’80% dello spoglio, Schlein in testa con il 53,8% dei consensi. E Bonaccini, da Casalecchio di Reno, riconosce la vittoria dell’avversaria: “Lei è stata più capace di me a dare senso al rinnovamento. Da domani mi metto a disposizione, sono pronto a dare una mano, ma non chiedo ruoli per me”.
Una bella giornata di partecipazione per il Partito Democratico.
Ho chiamato Elly e lo ho fatto le mie congratulazioni: gli elettori le hanno democraticamente assegnato la vittoria e adesso si apre una nova stagione per il Pd (1/2) pic.twitter.com/frRRh4JniF
— Stefano Bonaccini (@sbonaccini) February 26, 2023
Elly Schlein eletta contro le previsioni: i sondaggi davano Bonaccini vincitore, soprattutto dopo il risultato ottenuto nei circoliL’elezione popolare di Schlein ha ribaltato le previsioni: quasi tutti i sondaggi di questi ultimi mesi davano il presidente dell’Emilia-Romagna come vincitore. Questo scenario sembrava essere confermato pure dal voto nei circoli, che aveva visto Bonaccini al primo posto con il 52,9% e Schlein dietro di 18 punti. Alle primarie di ieri, quindi, arrivava da sfavorita. Ma la variabile degli elettori e dei simpatizzanti attirati dalla novità non era stata presa in considerazione da molti. Infatti, Schlein rappresenta quell’ala della sinistra che si era allontanata in questi anni dal PD perché non si riconosceva più negli obiettivi e nelle posizioni del partito. La stessa neo-segretaria si era allontanata in dissenso per le politiche di Renzi e ha ripreso la tessera del PD solo due mesi fa. E ora sembra che quelle pecore smarrite abbiano ritrovato il proprio pastore. Anzi, la propria pastora.
Schlein ha vinto perché rappresenta la “voglia di sinistra” che aleggia da diversi anni in quella fascia di elettorato. Inoltre, è sia giovane che donna, una ventata di aria fresca in un partito spesso criticato per le sue battaglie femministe solo di facciata e per la sua dirigenza “gerontocratica”. Non a caso la campagna elettorale della giovane bolognese ha puntato molto sul cambio della “Nomenklatura”, sull’intenzione di lasciarsi alle spalle tutte quei politici che negli ultimi anni hanno modellato il PD a loro piacimento. Adesso, per la prima volta nella storia della Repubblica due donne sono al capo dei principali partiti in Parlamento: Schlein del Partito Democratico, Meloni di Fratelli d’Italia. “Saremo un problema per il governo di Giorgia Meloni” ha detto la neoeletta nel primo discorso dalla sede del suo comitato.
Elly Schlein “saremo un bel problema per il governo di Giorgia Meloni. Da oggi noi daremo un contributo a organizzare l’opposizione in Parlamento e in tutto il Paese. A difesa di quell’Italia che fa più fatica, a difesa di quei poveri che il governo colpisce e non vuole vedere” pic.twitter.com/He1JE3Vy9b
— Local Team (@localteamtv) February 26, 2023
Ora, la sfida principale della neosegretaria sarà quella delle alleanze. Da un lato trova il sostegno di Giuseppe Conte, anche se la paura del leader del MoVimento è che Schlein possa saccheggiare parte dell’elettorato pentastellato. Dall’altro, Carlo Calenda prende le distanze, accusando PD e M5S di attaccarsi a “posizioni populiste radicali”. Sembrerebbe quindi in discussione la possibilità di riproporre la strategia del campo largo ai prossimi appuntamenti elettorali.
Almeno sulla carta, Elly Schlein sembra essere il motore del cambiamento per il Partito Democratico. La sfida alle correnti e l’imposizione di una linea forte su diritti e lavoro saranno il leit motiv della nuova segreteria. Sarà una svolta gattopardiana o il PD avrà veramente una nuova anima?