“The show must go on”, direbbero i londinesi, perché per la prima volta nella storia Wimbledon, il più antico e prestigioso torneo di tennis al mondo, non assegnerà i punti validi per le classifiche ATP e WTA. I Championship saranno di fatto un’esibizione, con gli atleti che per via del regolamento non rinunceranno esclusivamente ai punti per quest’edizione del torneo, ma vedranno sottrarsi anche quelli ottenuti sui campi dell’All England Club nell’anno passato.
Il comunicato ufficiale dell’ATP e della WTA è arrivato in seguito alla decisione “politica” degli organizzatori di Wimbledon di escludere dal torneo gli atleti russi e bielorussi. “Data la posizione del Governo britannico per limitare l’influenza della Russia nel mondo – scrivono gli organizzatori – crediamo di aver fatto l’unica scelta possibile, essendo Wimbledon un evento così rinomato. Per noi rimane inaccettabile la possibilità per cui la partecipazione o il successo a Wimbledon venga usato come strumento a beneficio della macchina di propaganda del regime russo”. Una presa di posizione netta, alla quale ha risposto direttamente l’Associazione dei tennisti professionisti: “La decisione di escludere russi e bielorussi dalla competizione della prossima estate mina il principio e l’integrità del ranking ATP, e disobbedisce al nostro accordo sul meccanismo che regola le classifiche. È con grande dispiacere che, date le circostanze, annunciamo che non vediamo altre opzioni se non rimuovere i punti ATP da Wimbledon 2022″. Tra coloro che risentiranno maggiormente di questo provvedimento rientrano anche i tennisti italiani: Sonego e Berrettini (finalista nell’edizione 2021) vedranno sfumare rispettivamente 250 e 1200 punti. Su questo tema abbiamo sentito il direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta, e Lorenzo Sonego.
Cosa pensate della decisione presa da Wimbledon?
Lorenzo Sonego: «Penso sia sbagliata la scelta del torneo di escludere i tennisti russi e bielorussi perché non c’entrano niente con la guerra, non sono responsabili di quello che sta accadendo. E poi molti giocatori russi sono sicuramente contrari alla guerra. Penso anche che la politica non debba mai far parte dello sport: sono due ambienti completamente diversi e devono andare in due direzioni totalmente opposte».
Ubaldo Scanagatta: «Ritengo che sia stata una decisione in parte sbagliata. Tuttavia, da sempre i regimi poco democratici si sono avvalsi dello sport per favorire la propaganda politica, quindi se per ipotesi un tennista o una tennista russa avesse vinto o fosse arrivata abbastanza avanti, qualche politico ne avrebbe potuto approfittare. C’è ovviamente il rischio opposto, ovvero che passi il messaggio che tutto il mondo occidentale ce l’abbia con la Russia. L’organizzazione di Wimbledon ha scelto di seguire le indicazioni della corona, ma è complicato giudicare la scelta».
L’ATP, così come la WTA, ha scelto di non assegnare punti per l’edizione 2022. Ma è stata davvero una decisione corretta?
LS: «Penso anche che l’ATP abbia gestito tutta la questione in un modo non favorevole per i giocatori. Si poteva magari trovare una soluzione: per esempio lasciare i punti dell’edizione 2021 ai russi oppure lasciare loro solo la metà di quelli fatti lo scorso anno e far giocare tutti gli altri con i punteggi pieni. Oppure si poteva decidere di congelare i punti come è stato fatto per il Covid e quindi lasciare a tutti i punteggi ottenuti nel 2021».
US: «Il discorso dei punti è stata una reazione dell’ATP che si è sentita in dovere di rispondere in via indiretta alla decisione dell’All England Club e del Regno Unito di non far partecipare i giocatori russi che, invece, nelle altre competizioni possono gareggiare senza bandiera. Io credo che poteva essere una scelta più diplomatica, si poteva trovare un compromesso come fatto durante il Covid. Si poteva cercare di proteggere un minimo i giocatori che avevano fatto bene l’anno scorso, anche perché ci sono delle importanti ripercussioni economiche, soprattutto per coloro che non abitano le parti più alte della classifica. Nella maggior parte dei casi gli sponsor pagano delle somme in base alla posizione del ranking, c’è il rischio probabile che molti perdano diverse posizioni».
Nonostante l’alto montepremi, i tennisti desiderano comunque competere in un torneo senza punti?
LS: «Ci sarà sicuramente un livello molto alto, come sempre, perché Wimbledon è un torneo prestigioso e molto importante. Per me è uno dei più belli al mondo, la voglia di giocarlo è tanta e cercherò di fare il massimo e di fare bene. Saremo tutti molto agguerriti».
US: «Io credo che gli atleti che possono partecipare vi prenderanno parte. Wimbledon è un torneo che dà prestigio e poi c’è anche la questione dei soldi. Il ricco montepremi è rimasto invariato ed è un grande incentivo. Sarà un torneo competitivo come al solito, l’attenzione mediatica resta forte per tutti soprattutto dopo queste settimane di polemiche. I giocatori, se scelgono di scendere in campo, poi vogliono vincere».