Il 23 giugno del 1868, esattamente 154 anni fa, l’inventore statunitense Christopher Sholes ottenne il brevetto per l’invenzione della macchina da scrivere. La storia di quello che, ad oggi, è un oggetto della memoria, ha origini incerte: sono diversi gli inventori ai quali viene attribuita l’invenzione. Il più remoto tentativo di cui si ha conoscenza risale al 1575. Il tipografo ed editore italiano, attivo a Venezia, Francesco Rampazetto, progettò un congegno meccanico con caratteri in rilievo che permetteva ai ciechi di comunicare tra loro e con altri.
Nel 2006, grazie allo spirito di iniziativa di un appassionato collezionista, Umberto Di Donato, oggi 87enne, nasceva a Milano, nel quartiere Isola, il ‘Museo della macchina da scrivere’, uno spazio appositamente dedicato a quest’oggetto che con il suo ticchettio ha fatto compagnia a milioni di persone scriventi. “Il mio obiettivo – dice Umberto – è testimoniare l’impegno dell’uomo e del suo rapporto con la scrittura nella corso della storia”.
A distanza di 16 anni la collezione ammonta ad oltre duemila macchine, tra cui pezzi antichissimi, alcuni appartenuti a personaggi famosi della storia del nostro Paese, come Francesco Cossiga, Indro Montanelli, Camilla Cederna e altri ancora. Il muso conserva macchine che scrivono in cinese, arabo e greco antico, l’Olympia risalente alla Seconda Guerra Mondiale con il carattere delle SS (un apposito tasto), fino ai modelli giocattolo come la macchina da scrivere fucsia di Barbie.
Umberto Di Donato, fondatore del museo: “Mi sono appassionato alla storia della scrittura perchè nel tempo ho compreso lo sforzo compiuto dall’uomo per inventarla”
“Quando ero piccolo mio padre mi portava con lui in ufficio – prosegue Umberto -, chiedendomi di provare a scrivere con la macchina, come fosse un gioco. Quel divertimento è diventato una vera e propria specializzazione. Finito il servizio militare dove, grazie a questa abilità, lavorai segreteria dell’ufficio comando, perfezionandomi ulteriormente, trovai un impiego nella vecchia banca commerciale italiana, in piazza della Scala a Milano. Rimasi lì per 30 anni, vedendo quasi tutte le macchine del periodo, dal ’58 al ’90, e conservando tutti i modelli che venivano sostituiti”.
Il Museo, in collaborazione con l’associazione culturale Umberto Di Donato, organizza mostre itineranti in tutta Italia e all’estero, e iniziative di vario genere tra cui eventi culturali e corsi di dattilografia, scrittura cuneiforme e geroglifici, con grande attenzione ai giovani, e per la piena valorizzazione di questo bene culturale.