Il fenomeno “No Mask” si è diffuso da ormai un paio di mesi e può essere considerato, per modalità, una derivazione della già conosciuta corrente “No vax”. Il pensiero “critico”, in questo caso, riguarda l’uso della mascherina come strumento di protezione contro il Covid-19. Ma la scelta del “movimento” è un comportamento che si basa su ragioni fondate oppure nasce dal desiderio di contestare le regole imposte durante il lockdown dai governi? Quanto c’è di vero nelle tesi scientifiche che i “No Mask” portano a loro sostegno?

Abbiamo sentito un esperto in materia che si occupa sia di divulgazione scientifica sia di attività sul territorio:il dottor Leonardo Frisari, medico specialista in Emergenze Umanitarie e Operatore Umanitario attivo di Medici senza Frontiere.

leonardo frisari msf (7)

Cosa ne pensa della critica alla mascherina come strumento di protezione?

Io direi che l’uso della mascherina è necessario, soprattutto in questo periodo di emergenza e fino a quando le dinamiche di diffusione e di contagio non si chiariscono per bene.C’è da dire che la cosa più importante in realtà, prima dell’uso della mascherina, è il rispetto delle norme igieniche che noi come paese civilizzato e avanzato avremmo dovuto già assumere come consuetudine, indipendentemente dal Coronavirus. Particolarmente quando ci sono dei dubbi e infezioni, le misure di protezione sono assolutamente necessarie, in luoghi pubblici ancora di più perché sono posti che non vengono disinfettati adeguatamente.La mascherina quindi va portata con criterio: quando si sta all’aperto, quando si guida in macchina da soli e quando si va in bicicletta non ha sostanzialmente senso utilizzarla. C’è però differenza tra l’uso della mascherina e l’uso di una qualsiasi mascherina: quella di tessuto equivale a non avere nessun tipo di mascherina perché queste mascherine si “imbevono” delle goccioline che potrebbero essere infette e non hanno nessuna valenza medica.

Nella comunità scientifica ci sono dei dubbi presenti a riguardo? Qualcuno ha avanzato possibili conseguenze derivanti dall’uso di questo strumento?

Non credo e non ne ho sentito parlare:noi siamo consapevoli che l’uso della mascherina è senza dubbio necessario perché siamo abituati per primi ad usarla quando lavoriamo.

Prima di pensare quindi che la mascherina sia una presa di posizione politica, prima di pensare che ci si possa rilassare per via di un calo di contagi, e ancor prima di pensare che la mascherina possa portare caldo durante l’estate, dobbiamo pensare che un virus a queste cose non ci pensa.

Quale è secondo lei il modo giusto di comunicare e avvicinare le persone sull’uso di questi strumenti? Ci sono stati degli errori?

Io credo che uno degli errori che ci sia stato all’interno della comunità scientifica è stato quello di assicurare una protezione associata all’uso.Bisognava invece spiegare che la mascherina serve per evitare soprattutto la diffusione di goccioline, saliva quando si starnutisce o tossisce per evitare la dispersione nell’aria. Chi, munito di mascherina, si trova vicino ad una persona che non la porta e tossisce non è direttamente protetto, e il distanziamento è consigliato anche per questo motivo. Se chi tossisce o starnutisce non ha la mascherina, l’interlocutore non è protetto adeguatamente.L’informazione è stata quindi un “mostly true”, e non del tutto corretta.

Cosa ne pensa dell’uso dei guanti?

I guanti sono sensati se si usano esclusivamente per una ed una sola operazione,utilizzare i guanti per toccare un oggetto e poi subito dopo toccarne un altro rende la superfice dei guanti già a rischio: è molto più consigliato lavarsi le mani frequentemente.

Perché quindi esistono delle persone che sostengono che con la mascherina si respiri troppa anidride carbonica?

E’ una affermazione che non ha nessuna base medica e logica. Probabilmente qualcuno pensa che, poiché l’anidride carbonica viene buttata fuori quando si respira, nella fase dell’espirazione, invece di disperdersi nell’ambiente, la si reintroduca nel proprio organismo. Ma è impossibile anche perché la quantità dell’anidride carbonica che si respira è veramente insignificante. Forse la manipolazione che è stata fatta dell’uso della mascherina è che questo strumento è stato non correttamente collegato alle buste di plastica dove c’è scritto di “tenere le buste fuori dalla portata dei bambini”, semplicemente perché i bambini tendono a metterle in testa e c’è il rischio che questi non abbiano un ricambio di ossigeno, ma respirino solo anidride carbonica che è tossica e portano all’asfissia, ma ovviamente la plastica è diversa dal materiale della mascherina. Tra l’altro noi chirurghi molte volte, durante un intervento, trascorriamo quattro, sei o sette ore, ma nessuno di noi è morto…

Lei che è stato a contatto con delle realtà meno fortunate dell’Italia, che si è recato in Yemen, Siria, Iraq e in altri Paesi dove il Coronavirus colpisce Paesi già disastrate, ha notato dello scetticismo su queste misure di protezione?

Più che scetticismo, queste persone vengono messe di fronte ad una cruda realtà: spesso in questi posti c’è la guerra quindi loro sanno in che situazioni vivono. Non sono scettici, speravano come noi che non fosse nulla di grave anche a seguito delle previsioni sulla bassa diffusione del virus nelle zone calde, poi confutate.Mi verrebbe poi da dire che “piove sul bagnato”, perché in Paesi dove c’è la guerra mancano già le strutture di base.Noi di Medici senza Frontiere, quando ci rechiamo in quei Paesi, siamo l’unica realtà sanitaria esistente: infatti esistono persone che camminano giorni interi per venire da noi. Si aggiungono poi la mancanza di acqua, la carenza di medici e le strutture sanitarie molto poco specializzate: mancano proprio i presidi sanitari più semplici. La consapevolezza e la preoccupazione è quella di non essere in grado di poter affrontare questa situazione.

Ad emergenza finita, con l’arrivo del vaccino, dovremo continuare a mantenere la mascherina?

Sento delle opinioni molto ottimistiche riguardo a questo vaccino, ma un vaccino ha tempistiche molto lunghe spesso non per intenzionalità ma perché vanno verificati fattori molto importanti.Io mi auguro che non ci impongano la mascherina fino a quando non ci impongano il vaccino anche perché sembra che, da fonti autorevoli,  non necessariamente si arriverà all’uso di un vaccino. Non si sa quindi se questo vaccino verrà fuori o meno: io credo che la cosa ragionevole e sensata per permettere alla gente di avere più fiducia sia quella di rispettare le norme igieniche.

Pensa che ci sia un business delle mascherine?

Tutte le volte che c’è un evento grave, vengono a mancare certi prodotti indispensabili. C’è gente che, questo è risaputo, si arricchisce in questi momenti, attraverso diversi sistemi dal contrabbando al rialzo dei prezzi. C’è ovviamente chi ha speculato e ha fatto business sulle mascherine, sono arrivati degli aerei e dei carichi di attrezzature che poi non si sapeva che fine facessero, ci sono persone che hanno pagato le mascherine a dei prezzi esorbitanti. Succede se non c’è un controllo, anche gli Stati non hanno controllato adeguatamente. Sono in contatto con infermieri sparsi nel mondo che mi hanno raccontato che non hanno avuto questo problema, e tutti, tutti quanti hanno avuto gli strumenti adeguati.

 

Prima di pensare quindi che la mascherina sia una presa di posizione politica, prima di pensare che ci si possa rilassare per via di un calo di contagi, e ancor prima di pensare che la mascherina possa portare caldo durante l’estate, dobbiamo pensare che un virus a queste cose non ci pensa.