Non solo romanzi e saggi a Book Pride: la fiera nazionale dell’editoria indipendente ha spalancato le sue porte anche al mondo del fumetto. Fino a domenica 10 marzo, infatti, chi ha passeggiato tra gli stand del Superstudio Maxi di Milano, ha potuto conoscere il mondo della nona arte che, a molti, appare ancora distante.

Ma i comics sono più di semplici disegni: molti di questi, infatti, possiedono la stessa potenza ed efficacia comunicativa dei più tradizionali libri di letteratura. Forse, perché come spiega il fumettista e illustratore Cristian Neri «ciò che conta non è l’estetica, ma la storia: è il messaggio che si vuole veicolare a essere centrale». L’artista, durante il panel Raccontare a fumetti lo spiega a un pubblico di liceali che si pone la fatidica domanda “cosa voglio fare da grande?”.  Alcuni fanno qualche schizzo con una matita mentre il fumettista parla, altri osservano il foglio bianco di fronte a loro con incertezza. «Se volete intraprendere questa carriera, ricordatevi una cosa: apprezzate l’arte a 360 gradi. Musica, cinema e letteratura devono essere i vostri maestri», aggiunge Neri. E fuori dalla piccola sala colma di giovani fumettisti ancora acerbi, sono esposte le opere dei disegnatori che ce l’hanno fatta.

Book Pride è la fiera nazionale dell’editoria indipendente, ogni anno a Milano in marzo. Tra gli stand più apprezzati, tutta la sezione su fumetti e graphic novel.

Seppur orientati verso romanzi e saggistica, anche i ragazzi di Marotta & Cafiero possiedono nel loro catalogo qualche fumetto. Il loro stand, decorato con colori vivaci e vibranti, profuma di speranza e fiducia nei confronti di un futuro ancora incerto. Ed è la storia personale di questa piccola casa editrice napoletana a orientare le loro scelte lavorative: «Arriviamo da Scampìa e abbiamo dedicato il nostro lavoro ad Antonio Landieri, ucciso per errore durante un regolamento di conti tra clan», spiega Luca Arenella, responsabile Fiere e Laboratori della Marotta & Cafiero. Gli spacciatori di libri, così amano definirsi, diffondono cultura e sapere in un’area tristemente nota per essere tra le più grandi piazze di spaccio del territorio. I loro fumetti sprizzano napoletanità da ogni pagina, ma non è solo la Campania a essere il centro dei loro libri: spesso, infatti, è il racconto dei fragili e dei più deboli a farlo da padrone. È il caso di Handala. Un bambino in Palestina di Naji Ali. Nel 2022 il vignettista già imprimeva su carta l’orrore e la sofferenza del popolo palestinese, in un periodo storico in cui l’Occidente non aveva piena consapevolezza delle condizioni critiche in cui versavano gli abitanti di Gaza.

E a far luce su questioni spesso ignorate dalla collettività sono anche i ragazzi di Edicola Edizione. «Nasciamo in Cile nel 2013. Per noi le graphic novel sono uno strumento fondamentale per raccontare fatti storici o tematiche sociali che non si affrontano tra i banchi di scuola», racconta Paolo Primavera, fondatore della casa editrice. Dalla figura di Salvador Allende, fino alle differenti etnie che abitano il Cile e che hanno subito atroci violenze: l’inchiostro diventa strumento di conoscenza per i ragazzi di Edicola. «Per noi è importante dare importanza alla diversità, perché i libri, così come i fumetti, ci permettono di abbattere i pregiudizi e sconfiggere l’indifferenza», aggiunge Primavera.

Tra i corridoi di Book Pride, posizionati uno di fronte all’altro ci sono due stand in cui la fanno da padrona i fumetti più popolari: manga e fantasy.  «La cultura giapponese attrae molto gli italiani, soprattutto i più giovani che si avvicinano ai manga dopo aver visto gli anime, per capirci: i cartoni d’animazione», spiega Matteo Gatti della catena di negozi FunSide. «I più quotati rimangono quelli di trent’anni fa: il re è ancora One Piece, che festeggia il suo venticinquesimo anniversario – spiega Gatti -. Venerdì ci ha lasciati Akira Toriyama, creatore di Dragon Ball: ecco, il suo manga resta tra i più popolari nonostante sia nato nell’84». Se il manga rappresenta la tradizione, l’innovazione la fa il dark fantasy e i ragazzi di Hollow Press lo sanno bene. Il loro stand, vestito di nero e addobbato con delle teste di lupo, attrae giovani vestiti in stile gotico. «Noi siamo comunque una nicchia, però non ci lamentiamo: vendiamo parecchio anche all’estero, forse perché pubblichiamo molto in inglese – spiega Simone Alberto Grifone di Hollow Press – È il pubblico del gaming, abituato a giocare e leggere in un’altra lingua, quello che riusciamo ad avvicinare di più». Il fumetto abbraccia generi e pubblici diversi, ma rimane uno strumento fondamentale per unire personalità differenti e far conoscere mondi e tendenze a molti sconosciuti.