Nessuna sorveglianza per Simone Ficicchia. Così ha stabilito la Sezione autonoma per le misure di prevenzione del Tribunale di Milano: l’attivista climatico di Ultima generazione lo scorso 10 gennaio era stato convocato in udienza. Il ventenne ha infatti preso parte a diverse proteste non violente dell’organizzazione, dal lancio di vernice contro la Rai di Milano a quella contro la famosa opera d’arte Primavera del Botticelli, conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze. “Le azioni messe in atto da Simone, per la modalità con cui sono state effettuate e per le motivazioni che ne sono alla base, non costituiscono indizio di pericolosità sociale” , spiega il legale Gilberto Pagani. Da qui la decisione di respingere la richiesta di sorveglianza, che avrebbe costituito per Ficicchia un precedente in caso di processo. L’attivista spiega a magzine.it che continuerà le sue azioni. “Voglio dare tutto quello che posso alla disobbedienza civile non violenta” – argomenta – . Penso sia giusto fare pressione su tutti i governi che non si concentrano sulla crisi climatica”.
“Senza la dimensione comunitaria non sarei entrato in questo movimento”, racconta Ficicchia. “Noi non siamo contro le istituzioni ma vogliamo che facciano il loro dovere”
Pensate che continuare con le vostre azioni non violente possa davvero servire a fare pressione sui governi?
Sì, credo che ne valga la pena e sento di voler continuare a dare tutto quello che posso alla disobbedienza civile non violenta. Penso sia giusto fare pressione su tutti i governi che non si concentrano sulla crisi climatica affinché lo facciano e inizino a rispettare gli accordi presi con la comunità internazionale. In questa fase ci sono tante persone che continuano ad unirsi alla protesta.
Perché quando uno degli attivisti viene portato via scandite il coro “You are not alone”?
È un modo per ricordare che la comunità c’è sempre, che l’attivista portato in questura non è da solo. La dimensione comunitaria è stata uno degli elementi fondamentali per spingermi all’azione, quando mi sono unito a Ultima generazione nel febbraio 2022. Senza un gruppo e senza lo stare insieme tutto questo non sarebbe possibile.
Una delle critiche che vi vengono mosse è che non vogliate un confronto con le istituzioni. Cosa rispondete, vi interessa il dialogo?
Ci siamo sempre mossi cercando un dialogo. Ci sono state diverse campagne e l’anno scorso siamo stati anche ricevuti dall’allora ministro Cingolani. Poi basta. Davanti a richieste semplici come le nostre – l’interruzione delle centrali a carbone, stop alle nuove trivellazioni nell’adriatico e l’installazione di 20 giga di rinnovabili – la chiusura da parte delle istituzioni scatena l’elemento più conflittuale delle nostre proteste, come l’azione al Senato.
Movimenti come i Fridays for future e le Sardine dopo la contestazione hanno intrapreso la strada dell’istituzionalizzazione. Sarà così anche per voi?
Abbiamo ricevuto la solidarietà di tante realtà politiche che appartengono alla sinistra, ma si tratta di solidarietà contro la repressione. Sulla nostra lotta quotidiana e sui nostri temi non vedo il rischio che qualche forza politica possa metterci il cappello.
Come pensate allora di fare arrivare le vostre proposte in parlamento?
Abbiamo diversi contatti con alcune forze politiche, in modo che portino proposte in parlamento. Noi non volgiamo la distruzione delle istituzioni. Le nostre violazioni della legge sono circoscritte, non siamo contro il sistema: siamo contro istituzioni che non fanno il loro dovere. Il nostro obiettivo è dare nuova vita alla democrazia, non diventando classe dirigente ma portando contenuti.
Come è cambiata la sua vita quotidiana dopo le azioni di protesta?
Sicuramente è stato difficile continuare ad avere gli stessi rapporti interpersonali. Alcuni si sono rovinati perché diversi amici non sono d’accordo con il nostro modo di agire. In famiglia rimangono molte difficoltà ad accettare che sia io a dovere fare queste azioni, prendendomi la responsabilità. I miei genitori ci soffrono. Però dopo la richiesta della procura di Pavia, poi rifiutata, di applicarmi la sorveglianza speciale, molti conoscenti mi hanno espresso solidarietà.
Se verranno intraprese altre azioni legali contro di voi, vi fermerete?
No. So che Ultima generazione come campagna potrebbe sciogliersi, ma solo quando verranno accolte le nostre richieste. Le persone che sono al mio fianco, al nostro fianco adesso ci saranno anche nei prossimi anni. Questo vale anche per le spese legali che dobbiamo affrontare: molti cittadini, che non conosciamo di persona, stanno donando al crowd founding sul nostro sito.