“Cuori selvaggi sono i cuori luminosi, sono i pensieri audaci che provano a immaginare un futuro migliore e diverso rispetto al presente che stiamo vivendo”. Nicola Lagioia, scrittore, conduttore radiofonico e direttore della Fiera Internazionale del Libro di Torino, spiega così il titolo della XXXIV edizione. Cuori Selvaggi è anche un titolo di un film di David Lynch, al quale Lagioia tiene molto e al quale si è ispirato.
Il Salone torna, dunque, a maggio, a pochi mesi di distanza dalla insolita edizione d’autunno. Un Salone imperdibile, non solo perché post-pandemico: si contano quasi novecento editori, numero che supera di parecchio le partecipazioni del 2019, l’ultima Fiera del Libro prima della pandemia. Lo spazio è molto più ampio – 110mila metri quadrati lordi –: Libri, riviste, fumetti, graphic novel. Italia, Europa, mondo. “E sotto lo stesso cielo – come dice emozionato Lagioia, – è toccante sapere che, per cinque giorni, vivranno insieme alcune delle più menti più brillanti”.
La Fiera Internazionale del libro di Torino ritorna nell’edizione post-pandemica: quasi 900 editori per 110mila metri quadrati lordi e la novità del “Bosco degli scrittori”
Per fare qualche nome: dalla Francia Annie Ernaux, dal Giappone Toshikazu Kawaguchi, autore del famoso libro Finché il caffè è caldo, dagli Stati Uniti John Green. L’ospite che inaugura il Salone è l’indiano Amitav Ghosh, con il suo intervento intitolato: I non umani possono parlare? “Una storia è composta da tante voci: umane e non umane. Per raccontarla dobbiamo ascoltarle tutte”. L’autore indiano si concentra sulla questione ambientale, uno dei temi portanti di questa edizione. Una novità del Salone di quest’anno, infatti, è lo spazio “Il Bosco degli Scrittori”, realizzato da Aboca Edizioni. È un anfiteatro naturale di 200 metri quadri, composto da oltre mille alberi, tra piante e arbusti.

Foto: Lavinia Beni
Un’altra novità è “La Casa della Pace”, un luogo dedicato alle informazioni sulle iniziative di solidarietà per la guerra in Ucraina. È un’aerea in cui i più piccoli possono esprimere i loro pensieri di pace su un cartoncino con i colori dell’arcobaleno. La cartolina di una bambina di nome Sara, con una grafia un po’ tremolante, indice che sta imparando a scrivere, dice: “Stop alla guerra”.

Foto: Lavinia Beni
Ospite straordinario è Maria Falcone, dopo trent’anni dall’assassinio del fratello, accaduto il 23 maggio 1992 a Capaci, sull’autostrada di Palermo Quel giorno del 1992 il Salone del Libro si pietrificò alla notizia. La sorella, all’apertura della Fiera, ci tiene a dire: “Giovanni ha avuto fin da bambino un istinto innato per la protezione dei deboli e per riparare le ingiustizie. Difendere con amore la democrazia è il suo insegnamento ai giovani”.

Foto: Lavinia Beni
E di giovani, all’interno del Salone, proprio non mancano. Sono soprattutto tantissimi i bambini, ai quali sono stati dedicati molti stand di libri, eventi e spazi. Bambini in visita con la scuola, ma anche bimbi accompagnati dai genitori. Ma la Fiera è frequentata da persone di ogni età e di ogni provenienza. Segno che, soprattutto dopo due anni di pandemia e con una guerra in corso, uomini e donne sentono la necessità di scoprire altre realtà, di soddisfare la loro curiosità e di imparare a conoscere gli altri per costruire dialoghi e ponti con la lettura.