Mai come in questo momento, la tecnologia può essere d’aiuto alla medicina, e quindi alla società. Il Washington University Hospital ha diffuso una panoramica di polmoni colpiti da COVID-19, effettuata con l’aiuto della Realtà virtuale (VR). Le immagini sono impressionanti e sono state diffuse proprio per questo: spaventare le persone e convincerle a stare a casa per limitare la diffusione del contagio.

Più precisamente, si tratta di un video in VR, frutto della collaborazione del chirurgico toracico Keith Mortman con la crew di Surgical Theater, società che sviluppa software VR che utilizzano dati per creare visualizzazioni 3D da utilizzare nelle sale operatorie. Mortman si era già servito di questa tecnologia per mostrare gli effetti di un tumore. Il passo successivo è stato quello di applicare la realtà virtuale al Covid-19,  per mostrare gli effetti del Coronavirus e vedere come si evolva senza dover ricorrere a macchine quali la Tac.

Nelle immagini elaborate con l’aiuto della VR, i polmoni appaiono di un colore blu traslucido, mentre le aree infette in giallo. La visualizzazione con la realtà virtuale mostra come il corpo reagisca al nuovo Coronavirus creando più zone di infiammazione che, limitando la normale capacità polmonare, costringono i pazienti ad aver bisogno di ventilatori.

Questo esperimento ha consentito, inoltre, di fare una scoperta importante: se l’infiammazione non si attenua, i pazienti potrebbero riportare gravi danni ai polmoni anche una volta guariti dal Coronavirus. Si andrebbero a formare ‘’cicatrici polmonari’’, ovvero zone del polmone più esposte a patologie provocate da virus di tipo respiratorio.

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