Taylor Swift si porta a casa un altro record, dopo aver ricevuto per la quarta volta il premio nella categoria “Miglior album” per il suo ultimo disco, Midnights, uscito il 21 ottobre 2022. Frank Sinatra, Paul Simon e Stevie Wonder avevano ottenuto “solo” tre riconoscimenti. Per l’artista originaria di Nashville, sono anni di successi e di gloria.
Una presa indistruttibile
È il tredicesimo Grammy per la popstar più seguita del 2023, che si è aggiudicata 25 miliardi di ascolti su Spotify (in proporzione: nel mondo siamo circa 8 miliardi). Per l’occasione, la cantante americana ha annunciato l’uscita del suo undicesimo album, The Tortured Poets Department, prevista per il 19 aprile 2024, un’opera-prodotto che secondo alcuni sarà vicino ai toni sommessi e melo-poetici di Folklore, ottavo album in studio concepito nel grigiore della pandemia. Siamo lontani dai tempi in cui l’attenzione mediatica era concentrata solo sulle sue relazioni. Adesso, Taylor Swift è la prima artista nella storia a trovarsi nell’intera top ten della Billboard Hot 100 con le tracce di Midnights; Harvard l’ha resa oggetto di un corso; la rivista Time l’ha eletta persona dell’anno; il suo tour mondiale, The Eras Tour, nel quale la cantante ripercorre tutta la sua discografia, ha superato i 250 milioni di dollari al botteghino globale e ha costituito una vera e propria spinta all’economia americana. La sua popolarità e la sua influenza sono tali da renderla avversa all’establishment conservatore americano, che teme gli effetti negativi su una possibile vittoria di Trump nel caso di un endorsement della regina del pop a Joe Biden.
Dalle origini alla poesia
Alla base della poetica di Taylor Swift si trova la tematica amorosa in tutte le sue sfaccettature, resa viva e familiare grazie alla sua inedita abilità nello storytelling. Infatuazione, innamoramento, tradimento, senso di colpa, vergogna di essersi esposti, istinto vendicativo, disillusione: non manca niente, nemmeno ciò che è crudo e immorale. La donna che è entrata a far parte della storia della musica inizia giovanissima col country (Beautiful Eyes, EP; Taylor Swift) – si forma a Nashville, patria del genere – e approda al pop, che congiunge al country (Fearless, Speak Now, Red, 1989). L’ascesa è graduale e costante, con alcuni momenti di crisi. Reputation (2017) è un grido di guerra e di emancipazione dal pregiudizio. Nasce dopo la campagna diffamatoria partita dal rapper e stilista Kanye West, a seguito della quale l’artista è sparita dai social per qualche mese (ascoltare Ready For It, Look What You Made Me Do). Provoca (I Did Something Bad, Don’t Blame Me), seppure la provocazione rientri in parametri “democristiani”, non alla Pink Floyd, e accetta l’ineluttabilità di una reputazione pregiudizievole, in cui il solo conforto è l’amore: Delicate, New Year’s Day. Segue Lover, album che risente dell’indagine sociale affrontata in Reputation, ma che si abbina a tematiche più romantiche.
In pandemia, con Folklore ed Evermore, la parola si sviluppa in versi intimi ed elegiaci. Questi due dischi possono essere considerati uno il naturale sviluppo dell’altro. Si dice che Folklore sia “the hurting”, e Evermore “the healing”, laddove in effetti le tracce sono più sommesse e drammatiche nel primo e venate di un tenue ottimismo nel secondo. Siamo lontani dal pop e immersi nelle varie sfumature del folk. Il linguaggio è ricercato, il tono malinconico e nostalgico, lontanissimo da quello stentoreo di Reputation e dai motivi più leggeri di 1989. Ci si potrebbe approcciare alla poesia studiandone le tracce, non solo per gli artifici retorici (metafora, similitudine, enjambement eccetera), ma anche per i riferimenti letterari: il Lake District di Wordsworth, Coleridge e Southey, in The Lakes, o la green light dal Grande Gatsby di Scott Fitzgerald in Happiness, e tanti altri. In Midnights, l’ultimo album, uscito a ottobre 2022, permangono ancora motivi mesti e introspettivi, uniti però al pop delle origini.
The Tortured Poets Department: che cosa sappiamo
And so I enter into evidence
My tarnished coat of arms
My muses, acquired like bruises
My talismans and charms
The tick,
tick,
tick
of love bombs
My veins of pitch black ink
All’s fair in love and poetry…
Sincerely,
The Chairman
of the Tortured Poets Department.
Quando Taylor Swift cambia le immagini profilo dei suoi social; quando i colori del suo feed Instagram iniziano a variare, uniformandosi verso una tinta specifica – viola, azzurra, a seconda dell’Era che sta per inaugurare, dell’album che sta per annunciare; quando il suo sito internet smette di funzionare, l’aria diventa frizzante, sta per succedere qualcosa. Si tratta di mosse tanto commerciali, quanto importanti per rafforzare il rapporto tra creatore e fruitore. Nella giornata di domenica, il bollino rotondo che racchiude la sua foto sui social è diventato bianco e nero. La fanbase ha subito iniziato a speculare sull’imminente rilascio del quinto album ri-registrato in una nuova edizione, Reputation (Swift sta conducendo questa operazione per ottenere i diritti sulla sua musica). L’ipotesi non è colata a picco, visto che è molto probabile che nei prossimi mesi questo verrà rilasciato. Lo confermerebbero le tonalità del completo Schiapparelli indossato dalla diva alla cerimonia dei Grammy, bianco ottico con lunghi guanti neri – colori molto vicini al concept di Reputation (non è un’esagerazione: sono le famose Easter eggs che lei indirizza ai fan per non far calare l’attenzione).
È però apparso chiaro di come l’operazione social si riferisse all’annuncio di The Tortured Poets Department, che la popstar ha fatto a premio ricevuto, accompagnandolo all’estratto di una probabile canzone. Secondo alcuni preannuncia un prodotto dal tono alto, più nelle corde di chi si è avvicinato all’artista durante la pandemia e l’ha conosciuta nei suoi tratti elegiaci; c’è però chi spera che il disco sarà un ritorno al vecchio e puro pop. Le certezze sono solo due, per ora: la prima, è che i brani saranno sedici, insieme alla traccia bonus, “The Manuscript”; la seconda, che questa novità porterà con sé altrettanti successi, popolarità, stimoli.

