PIU’ FALSO CHE VERO: IL GIURISTA ITALIANO ALBERTO ALEMANNO METTE IN DUBBIO L’ELEGGIBILITA’ DI VICTOR ORBAN ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

Alberto Alemanno, giurista e professore di diritto europeo all’Università Bocconi di Milano e all’HEC di Parigi, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni alla giornalista del Financial Times Alice Hancock: “Orbán non ha il diritto di detenere la presidenza del Consiglio dell’Unione europea a causa del suo evidente conflitto di interessi tra l’aver violato il diritto dell’UE e l’essere potenzialmente il presidente delle riunioni del Consiglio che decidono sulle sanzioni (contro l’Ungheria ndr)”

Secondo norma la presidenza del consiglio UE spetta a rotazione, per un periodo di sei mesi, al capo di Stato o di governo di uno dei 27 Stati membri. Dal primo gennaio di quest’anno la presidenza è affidata al primo ministro belga Alexander De Croo e successivamente sarà il turno dell’Ungheria. Le posizioni del primo ministro ungherese Viktor Orbán, non sono sempre state in linea con i principi etici dell’Unione, in particolare per quel che riguarda il rispetto dei diritti umani. Posizioni per cui la Commissione europea, guidata da Ursula Von Der Leyen, ha raccomandato il primo dicembre 2022 il congelamento di 7,5 miliardi di euro del fondo di coesione per l’Ungheria. C’è invece apprensione per le possibili dimissioni del presidente del Consiglio Europeo, il belga Charles Michel, che ha espresso la volontà di partecipare alle elezioni per il Parlamento europeo come capolista dei liberali francofoni. Questa eventualità consegnerebbe a Orbán anche la presidenza ad interim del Consiglio Europeo nel caso in cui, entro il primo luglio, non venisse eletto un nuovo presidente.

Il giurista italiano Alberto Alemanno mette in dubbio la legittimità dell’Ungheria di detenere la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. È infatti la prima volta che un Paese sottoposto a misure restrittive a causa di violazioni del diritto UE sarebbe posto al vertice di una delle massime cariche europee, la cui principale funzione è dettare l’agenda politica dell’Unione stessa.

CONCLUSIONI

Orbán ha formalmente il diritto giuridico di guidare il Consiglio dell’Unione Europea. Dal punto di vista etico, il conflitto di interessi sorgerebbe soltanto se Viktor Orbán, in qualità di presidente del Consiglio UE, avesse la possibilità di influenzare significativamente le decisioni del Consiglio a proposito delle sanzioni al suo Paese. La situazione attuale mette in evidenza un paradosso: il Trattato dell’Unione Europea non contiene alcuna norma che impedisca a un Stato sanzionato di detenere la presidenz

 

 (Questa ricerca è parte integrante del progetto Eufactcheck.eu promosso dall’associazione transnazionale di giornalismo Ejta di cui questa scuola fa parte)