Starlink, la rete internet satellitare in grado di portare la connessione ultraveloce a banda larga ovunque nel mondo, continua a destare preoccupazioni. SpaceX, l’azienda che la gestisce fondata dal visionario Elon Musk, ha ricevuto l’autorizzazione per lanciare in orbita circa 12mila satelliti e ha chiesto il via libera per inviarne altri 30mila. Tuttavia non mancano le critiche, causate dal rischio di collisioni nell’orbita terrestre. È stata la NASA a portare avanti la discussione, dopo che anche Pechino aveva inviato una nota all’UNOOSA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico, in cui denunciava che la stazione spaziale cinese ha dovuto eseguire manovre per evitare due collisioni con i satelliti di Starlink.
Paure e dubbi giustificati da una recente comunicazione di Starlink che annunciava la perdita di più di 40 satelliti lanciati in orbita ai primi di febbraio 2022 a causa di una tempesta geomagnetica. Stando alle dichiarazioni della compagnia, comunque, non si sarebbero verificati scontri con altri satelliti, la Terra non verrà colpita, né verranno rilasciati detriti orbitali.
SpaceX non è l’unica a inviare satelliti per la connessione satellitare: progetti simili a quello di Elon Musk sono promossi da Amazon, che sta lavorando al Project Kuiper, una rete di oltre 3mila satelliti che fornirà una connessione ad alta velocità nei posti più remoti del mondo, dalla britannica OneWeb e dalla società aeronautica statunitense Boeing.
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