Il 28 ottobre 2022 Elon Musk ha ufficialmente preso le redini di Twitter, causando, nei mesi seguenti, una vasta emorragia di utenti che hanno scelto di approdare su altri social come Mastodon, Post e Hive. Molte comunità nate su Twitter hanno cominciato a chiedersi quali sarebbero state le loro condizioni in futuro: tra queste anche “Book Twitter”, formata da autori, editori, librai e agenti letterari. Scrittori come John Green, ad esempio, hanno deciso di lasciare definitivamente il loro account e il timore è che in molti lo seguiranno.

Le parole dell’autrice Paulette Perhach sono, in questo senso, molto significative: «Sembra come se il castello che abbiamo costruito stia venendo spazzato via dai capricci di un uomo milionario». Ma per arrivare veramente a capire il cuore della questione è necessario fare un passo indietro su quale sia stato il ruolo di “Book Twitter”, e di comunità affini, in questi anni.

Per molti autori l’interazione con gli altri utenti su Twitter è stato come prendere parte a un gruppo di scrittura; non solo, hanno avuto la possibilità di raggiungere i lettori, interagire con loro, ascoltare le loro opinioni e gioire dei complimenti ricevuti. Tantissime le testimonianze in questo senso, come quella della scrittrice Meredith Jaeger, autrice di tre romanzi pubblicati con le note case editrici Penguin Random House, HarperCollins, Simon & Schuster, Macmillan, Hachette: «Le relazioni che ho creato su Twitter durante le discussioni sono l’unica ragione per cui oggi pubblico libri. Ci incoraggiamo l’un l’altro a non mollare. […] Parliamo della nostra vita professionale e personale; alcune di queste persone non le ho mai incontrate, eppure mi capiscono come nessuno».

Non parliamo solo di una rete di relazioni professionali. Twitter ha permesso, infatti, a moltissimi autori di entrare in contatto con editori e agenti letterari: un metodo non tradizionale, che però risulta molto efficace. La vita di David Loeb, ad esempio, si è incrociata con quella di Eric Smith dell’agenzia P.S. Literary proprio grazie a Twitter: l’autore aveva vinto un contest con in palio un colloquio con Smith, ma la lista d’attesa era molto lunga. Grazie a Twitter, però, Loeb è riuscito ad accorciare i tempi: «Senza Twitter, Eric e io non ci saremmo mai connessi, anche se siamo vicini di casa. Dopo anni di re-tweet, like e commenti, ora lui è ufficialmente il mio agente letterario. Un sogno che diventa realtà».

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