Per molti, la stagione più bella dell’anno è la stagione sciistica che, quest’anno, sulle montagne italiane, non poteva partire meglio. Infatti, dopo anni di dure restrizioni a causa del Covid, impianti di risalita chiusi in anticipo o mai aperti e poche, o addirittura assenti, precipitazioni nevose, gli amanti dello sci sono tornati sulle piste.

Molte stazioni sciistiche hanno inaugurato la stagione invernale  il primo weekend di dicembre grazie soprattutto alla possibilità di sparare neve artificiale, perché la tanto amata neve, quella vera, si è fatta attendere qualche giorno in più

Molte stazioni sciistiche hanno inaugurato la stagione invernale 2022-2023 il primo weekend di dicembre grazie soprattutto alla possibilità di sparare neve artificiale, perché la tanto amata neve, quella vera, si è fatta attendere qualche giorno in più. Le vette delle montagne si sono infatti tinte di bianco durante il ponte dell’Immacolata, trasformando qualche giorno di vacanza nell’occasione perfetta per tornare a divertirsi sulle piste. «A Madonna di Campiglio c’è stato il boom fin dal primo giorno di ponte, addirittura da mercoledì 7, che a Milano è Sant’Ambrogio», racconta Annalisa Ceresa, ex atleta della Nazionale italiana di sci.

Ceresa, ora maestra di sci e allenatrice di uno sci club, racconta che nella grande stazione sciistica di Campiglio la stagione è cominciata già a fine novembre, grazie alla preparazione delle piste con la neve artificiale, utilizzata sempre più di frequente negli anni visto il cambiamento climatico in atto. Il caldo, i ghiacciai che si sciolgono di conseguenza e la mancanza di precipitazioni nevose sono diventate un problema anche per chi lo sci lo pratica a livello professionale.

La Coppa del Mondo di sci alpino, sia maschile che femminile, comincia di solito a metà ottobre. Quest’anno, però, più si avvicinava l’inizio delle gare, più era certo che molte sarebbero state rimandate. “Troppo caldo”, “Non c’è neve”, “Piove”, si leggeva sui giornali. Infatti, il Gigante femminile che avrebbe dovuto disputarsi a metà ottobre a Sölden, in Austria, è stato rimandato per forti piogge che avrebbero reso pericolosa la discesa. Poco dopo anche le gare maschili di Zermatt-Cervinia, tra Italia e Svizzera, sono state rimandate, questa volta per mancanza di neve.

L’altro grande problema è l’aumento del costo delle bollette che molte stazioni sciistiche italiane hanno dovuto affrontare aumentando il prezzo degli ski pass per gli sciatori

L’altro grande problema, più attuale che mai, è l’aumento del costo delle bollette che molte stazioni sciistiche italiane hanno dovuto affrontare aumentando il prezzo degli ski pass per gli sciatori. Il Covid prima, l’inflazione e la guerra in Ucraina poi, hanno fatto tremare molto il settore turistico invernale. «A Madonna di Campiglio, bene o male, sono riusciti a mantenere più o meno lo stesso costo per lo ski pass. Inoltre, fino al 31 dicembre i prezzi dell’energia per poter fare l’innevamento artificiale è stato bloccato quindi questa è una fortuna. Sicuramente, a soffrire maggiormente rispetto ad un comprensorio grande come Campiglio sono le piccole stazioni» , afferma Annalisa Ceresa.

In attesa di altra neve, «prenotazioni e richieste dei clienti ce ne sono moltissime, e, se non avvengono disdette, questa stagione invernale potrà andare finalmente molto bene», chiosa Ceresa.